Economia e Lavoro

Crisi da chip, Apple taglia la produzione dell’iPhone

Clamorosa decisione proprio a cavallo del grande business compreso tra Black Friday e festività natalizie
La crisi dei chip pesa anche su Apple, costretta a tagliare, in uno dei momenti cruciali dell’anno fra Black Friday e Natale, la produzione dell’iPhone. Il gruppo statunitense aveva in programma di costruire, nell’ultimo trimestre dell’anno, 90 milioni di pezzi del suo iconico telefono ma si fermerà a 80 milioni, perché due dei sui principali fornitori di chip, Broadcom e Texas Instruments, non saranno in grado di fornire abbastanza componenti in tempo. Quella dei microchip è soltanto una delle catene di forniture che, con il forte rimbalzo dell’economia mondiale, è entrata in sofferenza. Si tratta, tuttavia, di un componente cruciale, perchè l’elettronica è sempre più diffusa e pervasiva in moltissimi comparti, dagli elettrodomestici al settore auto, che è fra quelli che stanno soffrendo maggiormente. Al tempo stesso per il comparto dei semiconduttori non sarà facile adattarsi ai nuovi picchi di domanda: storicamente si tratta di un’industria che non ha una progressione lineare, perchè gli investimenti per nuove fabbriche richiedono una forte componente di capitale e tempi lunghi. In questo momento, poi, le carenze sono anche a monte, nelle industrie che creano i macchinari per la manifattura dei microchip. C’è, dunque, una doppia strozzatura che per gli esperti si normalizzerà soltanto a partire dal prossimo anno. Per quanto riguarda Apple, in ogni caso, la notizia non ha spaventato più di tanto gli analisti; gli ordini per il nuovo iPhone sono partiti bene, e anche se parte delle spedizioni sono state rinviate a novembre, nel mercato c’è interesse per un telefono del gruppo che finalmente supporta il 5G, la rete mobile di nuova generazione. Le attese sono per un trimestre da 120 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 7% sull’anno scorso.

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