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D’Amato (Regione Lazio): “Proteggere i bambini con il vaccino”

Sul fronte del coronavirus attenzione puntata nel Lazio sui bambini, sulla fascia d’età 5-11 anni. “Oggi un caso ogni 4 riguarda loro. Che per altro rischiano il long Covid e la mis-c”. Lo spiega al Corriere della Sera l’assessore regionale alla sanità del Lazio, Alessio D’Amato, che ricorda che per i bambini proprio oggi iniziano le prenotazioni per il vaccino. È un tema delicato quello della vaccinazione ai più piccoli, una questione destinata ad alimentare polemiche anche dal momento che molti genitori pensano che debbano fare il vaccino ai propri figli per colpa degli adulti che non lo fanno, “non è cosi però – avverte l’assessore – questo vaccino è per loro. Anche i bambini hanno diritto a essere protetti, a recuperare i loro spazi di socialità e la loro normalità. Si tratta di un farmaco tarato sull’età pediatrica”. E poi i prossimi obiettivi per la regione. “Entro gennaio speriamo di concludere le terze dosi” dice “poi bisogna spingere sull’uso degli anticorpi monoclonali. E infine bisogna premere con le case farmaceutiche perché aggiornino i sieri anti Covid”. Si potrebbe infatti andare verso la vaccinazione annuale anti covid. “La pandemia – spiega l’assessore – deve diventare endemica”. Poi sulla colorazione da virus ed i rischi per il Lazio: nessun cambio di colore per il Lazio che resterà bianco. Sono giorni che l’assessore regionale alla sanità, Alessio D’Amato, insieme ai tecnici analizza i dati del coronavirus sul territorio e dalle colonne del Corriere della Sera ribadisce: “da qui a fine mese non ci sarà un cambio di colore: l’incidenza cresce, ma meno di prima. Il valore Rt è al di sotto della media nazionale. E poi il passaggio di fascia comporta solo una modifica a livello cromatico”, dunque la Regione resterà in bianco. Del resto, come spiega lui stesso “tra bianco e giallo le differenze sono pochissime: l’uso obbligatorio delle mascherine all’aperto, ma in molti Comuni e nella stessa Roma è già disciplinato; e poi il divieto di essere più di 4 seduti a tavola al ristorante. Ma ad essere sincero già ora non vedo grandi tavolate”. Lo ripete da mesi l’assessore “l’unico modo per sbarrare l’ingresso al virus e non farlo entrare è correre a chiudere la porta a 3 mandate, come 3 devono essere le dosi di vaccino a cui sottoporsi”. Per D’Amato parlano i numeri e i dati: “siamo dentro una pandemia in cui il virus ha subito almeno sei mutazioni. Ma rispetto a 22 mesi fa, a parità di contagi, la differenza si vede in area medica dove oggi i pazienti sono 2.500 in meno, in terapia intensiva dove a fine 2020 erano 230 in più, e nei decessi: le vittime erano 50 di più. E questo è per effetto dei vaccini”.

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