Politica

Enrico Letta rompe gli indugi e accetta la candidatura a Segretario del Pd

Enrico Letta accetta di candidarsi alla guida del Pd, l’ex premier lo annuncia in un videomessaggio su Twitter, pubblicato con l’hashtag “Iocisono”. Nel breve filmato, Letta spiega: “Oggi sono qui. Francamente lunedì scorso non avrei mai immaginato che oggi sarei stato qui ad annunciare la mia candidatura alla guida del Pd. Quel partito che ho contribuito a fondare e che oggi vive una crisi profonda”. Aggiunge Letta: “Lo faccio per amore per la politica, passione per i valori democratici”.E precisa:”Non cerco l’unanimità, cerco la verità nei rapporti tra noi. “Parlerò domenica all’assemblea del Pd, io credo alla forza della parola, al valore della parola. Chiedo a tutti coloro che domenica voteranno di ascoltare la mia parola, di votare sulla base delle mie parole. Sapendo che io non cerco l’unanimità, cerco la verità nei rapporti tra di noi per uscire da questa crisi e guardare lontano”.

Zingaretti, il segretario uscente, aveva sostenuto la sua candidatura:”Ora sono convinto che la soluzione più forte ed autorevole per prendere il testimone della Segreteria sia Enrico Letta. La sua forza e autorevolezza sono la migliore garanzia per un rilancio della nostra sfida di grande partito popolare, vicino alle persone e non alle polemiche. Promotore di un progetto per l’Italia e l’Europa e baricentro di qualsiasi alternativa alle destre. Tutto il sistema politico italiano sta ridefinendosi. Il Pd con Letta definirà un suo profilo adeguato e competitivo”. L’ex presidente del Consiglio, che attualmente dirige la scuola di Affari internazionali di Sciences Po a Parigi, ha fatto sapere di essere disponibile (“Ho il Pd nel cuore”, ha twittato) ma anche posto delle condizioni prima di accettare l’incarico. Il tradimento di Renzi e dei renziani (solo Civati e i parlamentari a lui più vicini votarono contro la “sfiducia” a Letta nella direzione nazionale del Pd del febbraio 2014, ndr) resta una ferita aperta. Letta non accetterà di fare il segretario a meno che non siano tutte le correnti del Pd a chiederglielo, e vuole la garanzia che si correrà per la nuova leadership (attraverso le primarie) solo nel 2023.  

E il Congresso, che soprattutto gli ex renziani come Orfini, Marcucci ed altri, pretendono in tempi rapidi? Quello, per Letta, può anche esserci, ma per definire la linea politica, non per (ri)eleggere un nuovo segretario. Un punto di caduta che potrebbe stare bene a tutti, minoranze comprese. Anche perché un reggente sarebbe assai debole e Letta è disponibile… ora. L’ex premier nelle prossime ore avrà nuovi contatti con i dirigenti a lui più vicini e da martedì ha avuto modo di parlare a lungo con Dario Franceschini e Andrea Orlando. Particolarmente approfondita l’ultima conversazione con Nicola Zingaretti, che spinge più di tutti affinché il suo erede sia proprio Letta.

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