Politica

Il successore di Mattarella sarà scelto tra pesi e contrappesi politici

Un’elezione del presidente della Repubblica che rispecchierà, con alta probabilità, la prassi dello scrutinio. È tradizione che le forze politiche debbano trovare col voto al Quirinale gli equilibri giusti. Pesi e contrappesi raffigurati nella scelta dell’uomo a “garanzia” del sistema. È sempre stato così nella prima Repubblica tra correnti interne alla Dc e l’apertura a sinistra. Nella seconda tra Berlusconi e la fusione dei comunisti e dei socialisti con quello che restava dei democristiani. Lo sarà anche per la scelta del successore di Mattarella.  Questo il punto di partenza per capire dove si orienteranno le scelte delle attuali forze politiche. Prevalentemente un quadro tripolare: Pd, 5Stelle e l’alleanza tra Berlusconi, Salvini e Meloni. In linea di massima un posizionamento ideologico tra destra contro sinistra. O meglio: conservatori da un lato e progressisti e riformisti dall’altro.  Difficilmente, al netto di Draghi, uno schieramento porterà a risultato un suo uomo o una sua donna. Non è credibile che Renzi sconfinerà con queste premesse. Nessuno vorrà correre il rischio di ritrovarsi un presidente della Repubblica ostile al proprio credo, seppur istituzione di “garanzia”. Ancor più dopo le Politiche in sede di conferimento dell’incarico per la formazione del governo. Ecco perché il successore o sarà Draghi o un laico. Inteso come un presidente non pienamente conforme alle forze che lo eleggeranno. Che possa essere appunto di “garanzia” per tutti. Un Casini per intenderci.

aggiornamento elezioni Quirinale del 29 dicembre ore 15.44

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