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Ita parte il 15 ottobre ma ha già le ruote sgonfie. Solo 52 aerei e la copertura di un fallimentare 17% di voli interni

La nuova compagnia aerea Ita, chiamata gestire con onore l’eredità di Alitalia partirà il prossimo 15 ottobre con i primi voli, ma lo farà già con le ruote sgonfie. Partirà una compagnia mignon, dalle dimensioni di vettore regionale che mal si sposano con ambizioni di vettore globale, – si legge sul Fatto Quotidiano – con una flotta di soli 52 aerei di cui il mercato è destinato a non accorgersi se si considera che in epoca pre-Covid erano necessari in media d’anno circa mille aerei per coprire tutta la domanda di trasporto del nostro paese. Se da un punto di vista dimensionale i numeri sono sconfortanti, le altre caratteristiche del vettore non sono da meno. La nuova compagnia nasce infatti dallo spezzatino, ma sarebbe meglio definire vivisezione, della vecchia Alitalia, ma senza poter usare il marchio, che sarà messo all’asta dai commissari, e senza i servizi autoprodotti relativi alle manutenzioni e all’handling, che saranno oggetto di vendite separate. E nasce – prosegue il Fatto – persino senza personale, che non transiterà dalla vecchia Alitalia assieme al ramo d’azienda aviation, come si è sempre fatto in passaggi di questo tipo, compreso quello del 2008 tra l’Alitalia pubblica e i “capitani coraggiosi”. I dipendenti saranno selezionati da zero tra tutti coloro che faranno domanda su un sito appositamente aperto, ove anche i comandanti più anziani dovranno depositare il loro CV a fianco dei 18enni al primo impiego: in totale i dipendenti saranno solo 2.800, quasi 8 mila in meno di quelli di Alitalia. . La previsione è che la quota di ITA scenda sotto il 20%, più probabilmente al 17%, e che i vettori low cost salgano all’80% del mercato domestico con Ryanair attorno al 50%. Già nel 2019 il vettore irlandese ha trasportato il doppio dei passeggeri totali di Alitalia volando a meno della metà, circa il 40%, dei suoi costi.

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