Cronaca

La ricostruzione del triplice delitto. L’ingegnere ha sparato contro i primi tre che ha trovato sulla sua strada

(Red) Dalle ultime ricostruzioni del triplice delitto di Ardea sarebbero state escluse liti prima del raptus omicida che ha colto l’ingnere e ha portato alla strage ed al suo suicidio. Andrea Pignani è uscito di casa domenica, intorno alle 11, con felpa, zainetto e guanti percorrendo con la pistola in pugno alcune strade del comprensorio di Colle Romito. Appena incontrati i ragazzini ed il ciclista ha fatto immediatamente fuoco, centrando i minori uno al petto e l’altro al collo, mentre per l’anziano la pistolettata ha centrato la testa. Sul motivo per cui l’uomo possedesse un’arma, appartenuta al padre morto mesi fa e mai riconsegnata, i familiari hanno spiegato: “Non la trovavamo”. Esclusa l’ipotesi di una precedente lite tra il killer e il papà dei bambini. “Vorrei precisare di non avere mai parlato di esecuzione – ha spiegato l’avvocato Diamante Cenci, legale dei genitori di Daniel e David -. La famiglia vuole il massimo rispetto per questo immenso dolore che sta vivendo. I genitori dei bambini non conoscevano l’omicida e non lo avevano mai visto prima e che non c’è stata alcune lite come riferito da qualche fonte non attendibile”.

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