Regioni

L’Anbi presenta lo stato delle riserve idriche in Italia. Incombe il rischio desertificazione su molte Regioni

In una fase in cui ai danni devastanti prodotti dalla crisi climatica si stanno sommando le tragiche ripercussioni del conflitto in Ucraina, diventa ancora più importante fare un bilancio delle risorse idriche del nostro Paese ed elaborare delle strategie efficaci per tutelarle. A cento anni dallo storico congresso di San Donà di Piave, che nel 1922 diede avvio alla bonifica moderna in Italia, nella sede di Anbi a Roma si è tenuta questa mattina una conferenza stampa dal titolo ‘Focus emergenza climatica: il paradosso Italia’, durante cui sono stati esposti i dati dell’osservatorio Anbi sulle risorse idriche.

Numeri che fotografano una situazione allarmante: il cambiamento climatico sta già producendo 1 miliardo di euro l’anno di danni alla produzione agricola, mentre l’89% dell’acqua piovana si disperde nel mare e solo l’11% viene trattenuto negli invasi. Di conseguenza, su una porzione sempre maggiore del territorio italiano incombe il rischio di desertificazione.

“Se stavamo facendo dei passi in avanti nella lotta all’emergenza climatica, oggi ahimè con la tragedia che stiamo vivendo si sta tornando indietro su quegli obiettivi – ha dichiarato il presidente di Anbi, Francesco Vincenzi – Ma siamo consapevoli che non possiamo abbandonarli, perché i cambiamenti climatici non rallentano. Nel nostro Paese, e in particolare nel Nord dove non ci eravamo abituati, stiamo vivendo una delle annate più siccitose degli ultimi decenni”.

Vincenzi ha ricordato che “nel 1922 un gruppo di grandi pensatori elaborò delle idee innovative per il territorio e la sua protezione. Anche oggi siamo chiamati a trovare delle risposte concrete. Come mondo dei Consorzi di bonifica abbiamo cercato di lanciare un piano degli invasi che ci permetta di destinare delle risorse per un periodo decennale per costruire una rete di piccoli e medi invasi ad uso multifunzionale su tutto il territorio. È inoltre fondamentale diminuire l’uso della risorsa, aumentare le superfici irrigue, lavorare sulle tecnologie per ridurre gli sprechi e sviluppare rapidamente le fonti di energia rinnovabili”.

Ha partecipato alla conferenza anche la sottosegretaria per il Sud e la Coesione Territoriale, Dalila Nesci, che ha parlato dell’occasione storica offerta dal Pnrr per intervenire positivamente sulla risorsa idrica. “Complessivamente stanzieremo 2 miliardi di euro per potenziare l’approvvigionamento idrico, il monitoraggio e la riduzione delle perdite con le nuove tecnologie – ha dichiarato Nesci – nel Sud Italia e nelle aree interne c’è poi un problema legato alla mancanza di infrastrutture, che dobbiamo affrontare. C’è bisogno di uno sprint. Le partecipate di Stato devono essere messe al servizio degli Enti locali per supportarli nella realizzazione di nuove infrastrutture. Le nostre esigenze cambiano nel tempo, ma il bisogno d’acqua è universale e perenne, dobbiamo impegnarci tutti per proteggerla”, ha concluso la sottosegretaria.

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