Imprese e Sindacato

Landini (Cgil) pronto alle barricate ed allo sciopero generale sul Decreto Semplificazioni

(Red) Sindacato pronto alle barricate su quanto potrebbe decidere il Governo nel Decreto Semplificazioni. Durissima la reazione di Landini per la Cgil: “È una vera scelta indecente quella che si appresta a fare il governo. Alcune nostre categorie sono già pronte. Noi lo valuteremo insieme a Cisl e Uil”. Il governo “sta sbagliando. E’ chiaro che se non cambia ragioneremo su tutte le forme di mobilitazione necessarie, nessuna esclusa”. Landini ha poi criticato la “liberalizzazione del subappalto” e le “gare al massimo ribasso” che portano, secondo lui, il Paese “indietro di vent’anni, ai tempi del governo Berlusconi”. Poi il leader della Cgil si porta avanti nel lavoro e giudica la proposta del Segretario del Pd sulla tassa ai patrimoni oltre il milione di euro. Secondo Landini “la dote principale che si dovrebbe fornire ai giovani” è “quella di un lavoro stabile, sicuro e non precario. Certo, il problema della riforma fiscale esiste come quello d iuna diversa redistribuzione della ricchezza per combattere le diseguaglianze crescenti. Penso sia di sinistra rimettere al centro il lavoro, non licenziare, investire sulla sanità pubblica e su un nuovo modello di stato sociale. Insomma, in questa fase non puoi licenziare i padri e offrire un lavoro precario ai figli. Mi permetto di dire che serve un progetto di cambiamento di più ampio respiro”. “Abbiamo già visto che cosa significa – prosegue il segretario della Cgil – riduzione dei diritti, scarsa qualità del lavoro” e “delle opere, maggiore insicurezza nei cantieri e il rischio di alimentare corruzione e illegalità”. Pronti allo sciopero generale? “Alcune nostre categorie unitariamente sono già pronte. Noi, conseguentemente, lo valuteremo insieme a Cisl e Uil. Al governo stiamo dicendo che non va, che sta sbagliando. Si era impegnato a discutere con noi prima di approvare le riforme e i decreti, invece non lo sta facendo. Dunque è chiaro che se non cambia direzione ragioneremo su tutte le forme di mobilitazione necessarie, nessuna esclusa”, ha detto ancora Landini. “Noi ci stiamo giocando ora il futuro del Paese – afferma il segretario della Cgil – per ridurre i tempi bisogna fare le assunzioni, ridurre e riqualificare le stazioni appaltanti. La questione centrale deve essere quella della qualità dei progetti, non semplicemente quella dei costi. Non possiamo tornare a prima della pandemia, quel prezzo lo abbiamo già pagato. Gli investimenti e le riforme che possiamo fare, grazie alle risorse del Recovery Fund, devono servire a cambiare il Paese e a valorizzare il lavoro. Dunque se la questione è la reingegnerizzazione dei processi delle procedure, noi siamo pronti a fare la nostra parte”. Sui licenziamenti: “È un primo passo, ma non risolutivo. Noi chiediamo la proroga del blocco generalizzato per tutti fino ad ottobre per poter definire nel frattempo la riforma degli ammortizzatori sociali” ha detto Landini, aggiungendo “Trovo inaccettabile la logica che indica nei licenziamenti la strada per leriorganizzazioni aziendali”.

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