Roma Capitale

L’ex Commissario anti-Covid Arcuri indagato a Roma per peculato ed abuso d’ufficio

Peculato e abuso d’ufficio. Per queste ipotesi di reato l’ex commissario all’emergenza Covid, Domenico Arcuri è indagato dalla Procura di Roma nell’ambito di una inchiesta sulla fornitura di mascherine. Nel fascicolo è chiamato in causa il giornalista Rai in aspettativa Mario Benotti, gli imprenditori Andrea Vincenzo Tommasi ed Edisson Jorge San Andres Solis. Gli accertamenti sono seguiti dai pm Gennaro Varone e Fabrizio Tucci e coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Ielo. Nei confronti di Arcuri, per una accusa di corruzione, la Procura della Capitale ha chiesto l’archiviazione e gli atti sono al vaglio del giudice delle indagini preliminari. Due giorni fa, sabato 16 ottobre, Arcuri è stato sentito dai pubblici ministeri Varone e Tucci. Lo fa sapere l’ufficio stampa dell’ex Commissario per l’emergenza Covid-19. E’ stato così possibile, prosegue la nota dell’ufficio stampa, un confronto e un chiarimento che si auspicava da molto tempo con l’Autorità giudiziaria, rispetto alla quale sin dall’origine dell’indagine Arcuri “ha sempre avuto un atteggiamento collaborativo, al fine di far definitivamente luce su quanto accaduto”. La Guardia di Finanza, su disposizione della procura di Roma, ha notificato un decreto di sequestro alla struttura commissariale nazionale e alle strutture regionali in merito alle mascherine provenienti dalla Cina nell’ambito dell’inchiesta che vede indagati, tra gli altri, Mario Benotti, giornalista Rai in aspettativa, Andrea Vincenzo Tommasi ed Edisson Jorge San Andres Solis. Il reato contestato in questo filone di inchiesta dai pm Gennaro Varone e Fabrizio Tucci e’ la frode nelle pubbliche forniture. Dalle indagini e’ emerso che i Dispositivi di protezione individuale forniti erano “non conformi”. Le indagini riguardavano affidamenti per un valore di 1,25 mld di euro effettuati dall’allora commissario straordinario per l’emergenza covid, Domenico Arcuri, a favore di tre consorzi cinesi, per l’acquisto di oltre 800 milioni di mascherine, effettuate con l’intermediazione di alcune imprese italiane che hanno percepito commissioni per decine milioni di euro. Oltre 800 milioni di mascherine importate dalla Cina e costate 1,25 miliardi di euro. E’ questo il ‘cuore’ dell’inchiesta della procura di Roma che – e’ la novita’ emersa oggi – vede indagato per peculato e abuso d’ufficio Domenico Arcuri, gia’ commissario straordinario all’emergenza Covid-19. Tutto comincia nell’estate 2020, tra la prima e la seconda ondata della pandemia. Nel mirino dei pm coordinati da Michele Prestipino e della Guardia di finanza finiscono quattro societa’ e sette persone, per reati che vanno a vario titolo dal traffico di influenze illecite alla ricettazione, dal riciclaggio all’autoriciclaggio. Fra gli indagati figura di spicco e’ quella dell’ex giornalista Rai, Mario Benotti, personaggio ben inserito nel mondo della politica, con conoscenze trasversali.

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