Cronaca

L’ombra dei Servizi israeliani dietro il rapimento del piccolo Eitan. Piano sofisticato per far espatriare il bambino

Resta avvolta nel mistero la vicenda del rapimento del piccolo Eitan da parte del nonno. L’unico superstite della strage di Stresa, costata la vita a quattordici persone si trova adesso in Israele. È partita – si legge sul Corriere della Sera – la caccia ai complici, a chi può aver aiutato Shmuel Peleg a fuggire dall’Italia portando con sé il nipotino di sei anni fino in Svizzera e lì imbarcarsi senza che nessuno lo ostacolasse su un aereo privato che qualche ora dopo è atterrato in Israele. Per farlo, il 58enne israeliano, da ieri indagato per sequestro di persona aggravato dalla minore età della vittima, ha eluso il divieto di espatrio che avrebbe dovuto impedire che il bambino lasciasse il suolo italiano nel pieno di una vicenda che assume sempre più i contorni di un intrigo internazionale. Peleg e il nipotino – prosegue il Corriere – si sono allontanati a bordo dell’auto presa a noleggio da Peleg all’aeroporto di Malpensa al suo arrivo in Italia. Ai suoi legali, gli avvocati Sara Carsaniga, Paolo Polizzi e Palo Sevesi, ha detto che appena si è convinto che il bambino era in «cattive condizioni mentali e fisiche», ha deciso di sottrarlo a quel procedimento giudiziario sulla sua tutela che ritiene zeppo di irregolarità e portarlo in un ospedale di Tel Aviv. Gli inquirenti sono convinti che il nonno non abbia agito da solo e che dietro il rapimento del piccolo Eitan possano esserci i servizi segreti israeliani.

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