Roma Capitale

Museo della Shoah, la Comunità Ebraica di Roma chiude la porta in faccia alla Raggi

Virginia Raggi annuncia l’inizio dei lavori per la realizzazione del Museo della Shoah a Roma. Per questo, pensa a una cerimonia e invita la Comunità Ebraica di Roma a partecipare. Ma riceve un secco no, ribadito poi anche dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. E allora la sindaca decide di annullare l’evento.
“Domani (oggi per chi legge, ndr) partiranno i lavori per la realizzazione del Museo della Shoah a Roma. È una bella notizia per la nostra città e per l’Italia – scrive Raggi in una nota – ma, come ho detto giorni fa, non voglio che questo tema diventi terreno di polemiche ingiustificate.Per questo ho deciso che non ci sarà una cerimonia pubblica per l’apertura del cantiere”.
La Comunità Ebraica di Roma aveva deciso di disertare l’appuntamento ritenendolo “inopportuno, a pochi giorni dalle elezioni Comunali nella Capitale. Uno spot elettorale, insomma. E Raggi ha dovuto fare dietrofront. “Rispetto la decisione, pur non condividendola – prosegue la nota della sindaca uscente – Come ho dimostrato in questi anni, non voglio alimentare contrapposizioni che farebbero male alla città e ai romani”
Il Museo della Shoah che sorgerà a Villa Torlonia, spiega la prima cittadina, “diventerà una realtà dopo 17 anni di stallo e ritardi. Sarà un simbolo di tutti per tenere viva la memoria di una delle pagine più buie della storia di Roma e dell’Italia”, conclude Raggi.

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