Esteri

Nucleare iraniano, piccoli passi avanti alla ricerca di un accordo

lteriori “progressi di natura tecnica” si registrano a Vienna nei colloqui sul nucleare iraniano attorno all’accordo del 2015 poi abbandonato dagli Usa. Una prima intesa è legata a questo passaggi: le telecamere del sito per la costruzione di centrifughe di Karaj, bombardato a giugno dagli aerei di Israele, verranno sostituite, ma l’Agenzia dell’Onu per il nucleare non potrà consultare le immagini se prima non verranno revocate le sanzioni internazionali comminate a Teheran. È il risultato di una intesa raggiunta dalle parti, riunite a Vienna. “Quando le parti troveranno un accordo, potremo avere accesso a queste informazioni. L’intesa si basa sulla pre-esistenza di un accordo, e suppongo che questo arriverà una volta levate le sanzioni, ma nel merito è una questione su cui decideranno altri”, spiega Rafael Grossi, a capo dell’Agenzia. Nonostante l’impasse, il dossier nucleare iraniano fa un piccolo passo avanti, non fosse altro che per la ripresa dei negoziati a Vienna, dopo mesi di stallo. L’accordo in materia, firmato nel 2015, nel 2018 è stato disdetto dall’allora presidente statunitense Trump. Da allora l’Iran ha ulteriormente intensificato le attività nel settore. Nei giorni scorsi il presidente iraniano Ebrahim Raisi aveva detto che la rimozione delle sanzioni “è essenziale per un buon accordo”. “Le sanzioni contro l’Iran sono sanzioni contro la base dell’economia del paese, ha detto Raisi aggiungendo che “la strategia del nemico è di proseguire con le sanzioni, mentre la nostra strategia è di andare oltre le sanzioni attraverso due vie, annullandole e intraprendendo azioni serie per rimuoverle. In precedenza il ministro degli Esteri Amirabdollahian aveva smentito le voci secondo cui l’arricchiento dell’uranio sarebbe ormai al 90%. “Dico chiaramente a Josep Borrell che le voci riguardo all’arricchimento dell’uranio al 90% da parte dell’Iran sono solo bugie”, ha scritto il ministro su Instagram, secondo quanto riportato dall’agenzia Irna. Amirabdollahian ha così risposto a ricostruzioni della stampa secondo cui Israele avrebbe condiviso con Usa e Paesi europei rapporti per cui Teheran stava per arrivare a un arricchimento dell’uranio al 90%, il livello necessario per lo sviluppo di armi nucleari.

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