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Pandemia, Iss: “Inizia di nuovo a scendere la curva epidemica”. Ma sono in crescita le reinfezioni

Lo ha segnalato l’ultimo bollettino “InfluNet”, il Sistema di Sorveglianza Integrata dell’Influenza curato settimanalmente dall’Istituto Superiore di Sanità. Durante la quattordicesima settimana del 2022, dal 4 al 10 aprile, 733 medici sentinella hanno inviato i dati relativi alla frequenza di sindromi simil-influenzali tra i propri assistiti. “Anche questa settimana tende a diminuire leggermente il tasso di incidenza dei casi di Covid-19 nel nostro Paese, che si fissa intorno a 717 casi per 100mila abitanti. Anche l’Rt mostra una tendenza alla diminuzione, ora siamo sostanzialmente a 1”. Lo ha detto Giovanni Rezza, commentando i dati del monitoraggio settimanale sulla pandemia di Covid-19.
“Per quanto riguarda il tasso di occupazione di area medica e terapia intensiva – ha aggiunto Rezza – siamo rispettivamente al 15,6 e al 4,2%, quindi notiamo una tendenza leggera alla diminuzione della congestione dei posti in intensiva, che naturalmente è una buona notizia. Però data l’elevata circolazione del virus in questo periodo è sempre bene mantenere dei comportamenti ispirati alla precauzione e allo stesso tempo completare il percorso di vaccinazione per le varie fasce di età”. Nell’ultima settimana la percentuale di reinfezioni sul totale dei casi Covid segnalati in Italia risulta pari a 4,4%, in aumento rispetto alla settimana precedente in cui la percentuale era pari al 4,1%. Il dato emerge dal report dell’Istituto superiore di sanità che integra il monitoraggio settimanale. L’analisi a partire dal 6 dicembre (data considerata di riferimento per l’inizio della diffusione della variante Omicron) evidenzia un aumento del rischio di reinfezione. L’aumento del rischio di reinfezione, rileva l’Iss, colpisce in particolare soggetti con prima diagnosi di Covid-19 notificata da oltre 210 giorni rispetto a chi ha avuto la prima diagnosi fra i 90 e i 210 giorni precedenti; nei soggetti non vaccinati o vaccinati con almeno una dose da oltre 4 mesi rispetto ai vaccinati con almeno una dose entro i 120 giorni. Aumento del rischio di reinfezione anche nella popolazione femminile rispetto a quella maschile e nelle fasce di età più giovani (dai 12 ai 49 anni) rispetto alle persone con prima diagnosi in età compresa fra i 50-59 anni. Per nessuno dei sottolignaggi di Omicron (come BA.1, BA.2 e BA.3 e di ricombinanti omicron-omicron, come Xj eXl), ha spiegato comunque Anna Teresa Palamara, direttore Malattie Infettive dell’Iss, illustrando il monitoraggio settimanale, “è stato documentato un aumento nelle capacità di trasmissibilità o di dare malattia severa”. In totale, dal 24 agosto 2021 al 13 aprile 2022 sono stati segnalati 338.967 casi di reinfezione da Covid-19.

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