Esteri

Processo Open Arms, parla Richard Gere: “Niente visibilità, voglio l’anonimato”

“E’ molto semplice, dirò solo la verità, dirò solo quello che ho vissuto. Parlerò per le persone che non hanno voce. Non riguarda me. Io sono assolutamente irrilevante. Posso essere invisibile. Io sono solo un testimone”: è quanto dichiara al Guardian la star hollywoodiana Richard Gere, ammesso come testimone al processo per il caso Open Arms . E all’accusa di essere in cerca di visibilità risponde: “Semmai sono in cerca dell’anonimato. Io non conosco queste persone (Meloni, Salvini, ndr). Non li ho mai incontrati”. Nell’estate del 2019 l’attore raggiunge la nave dell’ong spagnola bloccata al largo di Lampedusa con viveri per i migranti. “C’erano più di cento persone a bordo – ha raccontato al quotidiano britannico – mi sono vergognato per il fatto che noi abbiamo così tanto e non siamo in grado di abbracciare questi esseri umani, nostri fratelli e sorelle che erano affamati, traumatizzati. Se gli fosse stato detto che la barca sarebbe tornata in Libia, si sarebbero gettati in acqua e sarebbero annegati, e ho sentito che era nostra responsabilità portare quanta più luce possibile”.

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