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Propaganda jihadista sul web, arrestato pachistano

 

I carabinieri del Ros hanno arrestato un pakistano, Arslan Faiz, accusato di propaganda jihadista sul web. Il 31enne avrebbe inoltrato via WhatsApp video e foto, istigando “a commettere delitti e a partecipare ad associazioni con finalità di terrorismo e attentati terroristici”. Le indagini hanno documentato “un rapido e intenso processo di ‘autoradicalizzazione’ islamica, che aveva assunto connotazioni estremiste di natura salafita”. Lo straniero, residente a Francavilla al Mare da circa 3 anni, è impiegato come auto lavaggista. Lo scorso 18 agosto il prefetto di Chieti aveva emesso nei suoi confronti un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale per ordine e sicurezza pubblica e Faiz si trovava in attesa dell’esecuzione del rimpatrio coattivo.
La misura cautelare è il frutto dell’attività di indagine dei carabinieri del Ros, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo dell’Aquila, sotto la direzione del procuratore della Repubblica Michele Renzo e del sostituto procuratore Simonetta Ciccarelli, che ha dimostrato il processo di “autoradicalizzazione” islamica del pakistano, che aveva assunto connotazioni estremiste di natura salafita. Indizio, quest’ultimo, che ha spinto gli inquirenti a svolgere ulteriori attività investigative nei suoi confronti. Così, è stata documentata – secondo quanto ricostruito dai militari – una sua continua attività di propaganda apologetica, tramite facebook, consistente in post e commenti a favore dei metodi terroristici e delle vittorie delle milizie talebane.  Secondo quanto riferito dai carabinieri, Faiz “ha inoltrato a più persone, via whatsApp, video e fotogrammi di propaganda jihadista, palesando un’esplicita attività di istigazione a commettere i delitti di partecipazione ad associazioni con finalità di terrorismo ed attentati terroristici”. Faiz si rivolgeva in lingua urdu ai propri concittadini, sia quelli residenti in Italia sia in Pakistan, tentando di influenzarli in senso radicale, pubblicando immagini elogiative dei talebani, e in particolare dell’organizzazione terroristica Tehrik-i-Taliban Pakistan (TTP). Sul suo telefono, precedentemente sequestrato, sono stati infatti rinvenuti molti video e fotografie, alcuni dei quali anche pubblicati e condivisi sui social, dei campi di addestramento in Afghanistan, di miliziani armati, effigi di Osama Bin Laden e dei leader talebani, con elogi nei confronti delle organizzazioni jihadiste, invitanti anche esplicitamente al martirio contro gli “infedeli”. Faiz sarà processato all’Aquila.

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