Imprese e Sindacato

Raddoppia il cibo Made in Italy destinato alla Cina. Dossier Coldiretti

Un segnale di speranza per il post covid viene dalle esportazioni alimentari Made in Italy in Cina che sono più che raddoppiate (+130%) con l’uscita del Gigante asiatico dalla pandemia con la ripresa del commercio, dell’economia e dell’occupazione. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati Istat sul commercio estero relativi al mese di febbraio 2021, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, dai quali si evidenzia che evidenza la forte domanda di prodotti italiani da parte dei consumatori del gigante asiatico.

Le esportazioni – sottolinea la Coldiretti – crescono in tutti i settori più significativi del Made in Italy con un aumento medio dell’export nazionale del 54%. Si tratta di un mercato con grandi margini di crescita che ha anticipato la ripresa economica auspicata a livello globale nei prossimi mesi con l’avanzare della campagna mondiale di vaccinazione.

Una conferma – continua la Coldiretti – dell’esigenza di sostenere e mantenere vivo il tessuto produttivo nazionale nei sui settori di riferimento per consentire all’Italia un rapido rilancio economico ed occupazionale. Il vino è il prodotto alimentare tricolore più consumato in Cina ma aspettative positive ci sono anche per le esportazioni di frutta e verdura fresca italiane e per il riso tricolore al quale sono state appena aperte le frontiere grazie alla conclusione del negoziato con Pechino.

In questo contesto è importante anche lavorare al superamento delle barriere tecniche ancora presenti per le esportazioni nazionali. Se, infatti, è stato rimosso nel 2016 il bando sulle carni suine italiane e nel 2018 le frontiere si sono aperte in Cina per l’erba medica italiana, al momento per quanto riguarda ad esempio la frutta fresca – conclude la Coldiretti – l’Italia può esportare in Cina solo kiwi e agrumi mentre sono ancora bloccate le mele e le pere oggetto di uno specifico negoziato.

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