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Recovery Fund, questo il Piano del Premier Draghi

“La riforma della giustizia interviene sull’eccessiva durata dei processi e intende ridurre il forte peso degli arretrati giudiziari”. E’ quanto si spiega nel comunicato di palazzo Chigi sul Recovery Plan, “Il Piano prevede assunzioni mirate e temporanee – si legge – per eliminare il carico di casi pendenti e rafforza l’Ufficio del Processo. Sono inoltre previsti interventi di revisione del quadro normativo e procedurale.”

La “possibile revisione dell’Irpef” dovrà preservare non solo la “progressività”, ma anche “l’equilibrio dei conti pubblici”, si legge ancora nella versione definitiva del Recovery, in cui si conferma l’impegno a presentare un disegno di legge delega entro il 31 luglio 2021, sulla base anche del lavoro in corso in Parlamento, che avrà come “obiettivo principale la definizione di un sistema certo ed equo”. Per arrivare al taglio dell’Irpef bisogna “proseguire con determinazione” nel contrasto all’evasione fiscale anche attraverso un potenziamento dell’Agenzia delle entrate, per la quale sono previste duemila assunzioni aggiuntive. 

La prima missione del piano, “Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura”, stanzia 49,2 miliardi, di cui 40,7 dal dispositivo per Ripresa e resilienza e 8,5 dal Fondo. Gli obiettivi sono “promuovere la trasformazione digitale del Paese, sostenere l’innovazione del sistema produttivo e investire in due settori chiave per l’Italia, turismo e cultura”. Gli investimenti previsti nel piano assicurano la fornitura di banda ultra-larga e connessioni veloci in tutto il Paese.  Incluse nella terza componente della Missione 1 ci sono, dicono fonti del governo, “le principali linee di azione delineate nell’ambito del Pnrr”, dal momento che la Missione 1 “è interamente dedicata a Turismo e Cultura 4.0, due tra i settori più colpiti dalla pandemia. Con 6,675 miliardi di euro si mira a incrementare il livello di attrattività  del sistema turistico e culturale del Paese attraverso la modernizzazione delle infrastrutture, materiali e immateriali”. 

 Alla mobilità sostenibile andranno 31,4 miliardi, di cui 25,1 dal dispositivo per la ripresa e la resilienza e 6,3 dal Fondo, si legge nel comunicato sul Pnrr in cui si precisa che “il suo obiettivo primario è lo sviluppo razionale di un’infrastruttura di trasporto moderna, sostenibile e estesa a tutte le aree del Paese”. Previsto “un importante investimento nei trasporti ferroviari ad alta velocità” con “significativi miglioramenti nei tempi di percorrenza, soprattutto nel centro-sud”. 

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