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Sardegna, gli scarti della miticoltura diventano elementi di arredo e design

Gli scarti della miticoltura diventano elementi di arredo e design

Soluzioni di arredo urbano come panchine e rivestimenti o di interior design come sedie, poltrone, plafoniere e vasi da realizzare attraverso il recupero dei materiali di scarto della mitilicoltura. Il progetto è della fondazione sarda Medsea, istituzione no profit che promuove la tutela e lo sviluppo sostenibile degli ecosistemi costieri, e Nieddittas, azienda che gestisce l’intera filiera dell’allevamento delle cozze nel Golfo di Oristano.

L’obiettivo è ideare e progettare soluzioni di ecodesign attraverso il riuso di materiali utilizzati nella di mitilicoltura e di rifiuti potenzialmente impattanti per gli ecosistemi marino-costieri, come ad esempio la retina utilizzata per l’allevamento delle cozze, reti da pesca e cordami.

L’iniziativa nasce nei laboratori verticali del Blue Eco Lab che la fondazione Medsea ha avviato in alcuni settori produttivi del territorio sardo per progettare soluzioni di recupero dei rifiuti in mare e dare nuova vita ai materiali. L’intento è condurre attività di ricerca applicata, finalizzata all’introduzione di innovazioni di prodotto e di processo per il miglioramento delle performance ambientali.

Il progetto è diviso in due fasi. La prima sarà dedicata alla ricerca e alla sperimentazione e la seconda all’ecodesign e alla produzione. In un primo momento verranno studiati i materiali di scarto di lavorazione per la creazione di nuovi composti e di piccoli oggetti per valutarne la replicabilità su scala più ampia. Successivamente alla fase di ricerca, si procederà all’ecodesign e alla produzione per la creazione di nuovi prodotti e la valutazione di un loro possibile lancio sul mercato.

“Tra i materiali presi in considerazione, – spiega Alessio Satta, presidente della fondazione Medsea – daremo priorità agli scarti della mitilicoltura potenzialmente impattanti per gli ecosistemi marino-costieri. Gli stessi materiali verranno poi studiati per capire le loro caratteristiche (es. le loro proprietà meccaniche) al fine di realizzare nuovi prodotti per usi quali l’arredamento di esterni“.

“Abbiamo deciso di promuovere questo progetto di economia circolare in virtù della costante attenzione che abbiamo nel tutelare e salvaguardare l’ambiente in cui lavoriamo. – afferma Caterina Murgia, amministratore delegato di Nieddittas –Operiamo sempre per essere un riferimento nel settore anche in relazione alle politiche di sostenibilità ambientale. Riutilizzare gli scarti della nostra lavorazione, non solo migliorerà la sostenibilità della nostra filiera rendendola meno inquinante, ma potrà anche fornire vantaggi e benefici in materia di smaltimento dei rifiuti“.

A supportare la fase di studio dei materiali, dal ciclo di prototipazione alla produzione di piccoli manufatti, il product designer Lorenzo Finotto di Arborea, in provincia di Oristano, specializzato nell’upcycling di materie plastiche.

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