Covid

Sars Cov 2, riconosciuta nei territori dell’Unione Europea malattia professionale

 

Il Covid-19 sarà riconosciuto come malattia professionale nei settori dell’assistenza sanitaria e domiciliare, dei servizi sociali, e nei settori in cui sono maggiori le attività con un rischio accertato di infezione. Ad arrivare all’accordo sulla necessità del riconoscimento sono stati i governi europei, i lavoratori e i datori di lavoro che partecipano al Comitato consultivo Ue per la sicurezza e la salute sul lavoro (Ccss). Covid sarà considerata dunque malattia professionale nei settori dell’assistenza socio-sanitaria e dell’assistenza a domicilio nonché, in un contesto pandemico, nei settori in cui sono maggiori le attività con un rischio accertato di infezione, e hanno inoltre appoggiato un aggiornamento dell’elenco dell’Ue delle malattie professionali . Nicolas Schmit , Commissario per il Lavoro ei diritti sociali, ha dichiarato: “L’accordo raggiunto è un segnale politico forte per quanto riguarda il riconoscimento dell’impatto della Covid-19 sui lavoratori nonché del contributo fondamentale del personale socio-sanitario e degli altri lavoratori esposti ad un rischio maggiore di contrarre la malattia. Sulla base di tale accordo, la Commissione aggiornerà la sua raccomandazione sulle malattie professionali al fine di promuovere il riconoscimento della Covid-19 come malattia professionale da parte di tutti gli Stati membri.” L’accordo del 18 maggio scorso “è un passo importante – sottolinea la Commissione europea – per l’attuazione del quadro strategico dell’Ue in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro 2021-2027 , nel quale la Commissione ha annunciato che aggiornerà entro la fine dell’anno la sua raccomandazione sulle malattie professionali al fine di includere la Covid-19. Il quadro definisce le azioni chiave a livello dell’UE necessarie per migliorare la salute e la sicurezza dei lavoratori nei prossimi anni. Uno dei suoi obiettivi fondamentali trasversali è migliorare la preparazione a potenziali crisi sanitarie future. Tale obiettivo implica anche un rafforzamento del sostegno ai lavoratori durante eventuali future ondate di Covid-19”. A seguito del parere del CCSS, la Commissione aggiornerà la raccomandazione in cui sono elencate tutte le malattie professionali che la Commissione raccomanda agli Stati membri di riconoscere e gli agenti che possono provocare. L’obiettivo è che gli Stati membri adeguino le rispettive legislazioni nazionali conformemente alla raccomandazione aggiornata. Se la Covid-19 è riconosciuta come malattia professionale in uno Stato membro, ai lavoratori dei settori pertinenti che hanno contratto la malattia sul luogo di lavoro possono essere riconosciuti diritti specifici in base alle normative nazionali, come il diritto all’indennizzo.

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