Roma Capitale

Serena Mollicone, al processo al Tribunale di Cassino i big della criminologia

I più importanti nomi italiani del settore dei “cold case” sono arrivati al Tribunale di Cassino (Fr), dove è in corso il processo per l’omicidio di Serena Mollicone. Durante l’udienza, infatti, i magistrati Maria Beatrice Siravo e Maria Carmen Fusco ascolteranno le testimonianze della professoressa Cristina Cattaneo e di Remo Sala, ingegnere e ricercatore del Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano, che hanno ispezionato la salma della ragazza, riesumata nel 2016 e portata all’Istituto di Medicina Legale di Milano, dove è rimasta per più di un anno e mezzo.
All’udienza anche l’ex Comandante dei Ris Luciano Garofano, rappresentante di Consuelo e Antonio Mollicone, e la criminologa Roberta Bruzzone, che per ora non deporranno in qualità di testimoni, ma ascolteranno la ricostruzione della professoressa Cattaneo, la cui relazione, consegnata alla Procura di Cassino nel 2017, riferisce che la studentessa è stata aggredita e lasciata morire nell’alloggio usato dalla famiglia Mottola all’interno della Caserma dei Carabinieri di Arce (Fr).
“E’ ragionevole pensare che prima di essere coperto dal sacchetto di plastica, il volto sia stato esposto per un periodo di tempo perchè le mosche deponessero le uova”, spiega Cattaneo all’interno della relazione. La professoressa è giunta a questa conclusione dopo aver esaminato il corpo della ragazza: prima di essere aggredita, la Mollicone ha cercato di difendersi, a giudicare dalla presenza di ematomi risalenti a poco prima del decesso.
Stando alle analisi eseguite per accertare la compatibilità, la ragazza ha ricevuto calci e pugni, poi è stata presa a strattonate e ha battuto la testa contro la porta dell’alloggio. Una violenza inaudita e immotivata. Secondo la Cattaneo, i colpi contro la porta, dati a mani nude, sarebbero stati inferti da uno degli indagati della famiglia Morrola, l’ex Maresciallo dei Carabinieri Franco e il suo figlio primogenito Marco. Un altro aspetto inquietante, evidenziato dalla perizia, riguarda il momento in cui la diciottenne avrebbe sbattuto violentemente contro la porta: la giovane ha rimediato un taglio sulla fronte sinistra, nonchè un trauma cranico, un trauma cervicale e la lesione del padiglione auricolare. Nella relazione, la Cattaneo scrive che la Mollicone ha riportato anche “lesioni contusive al ginocchio, al gluteo, al collo provocati da urti, colpi, afferramenti, cadute”.
Nella relazione, infine, si parla anche del ritrovamento di tracce di una polvere di lantanio, cerio e piombo, trovate sui calzini e sul fuseaux nero della studentessa. “Seppure la compresenza di cerio e lantanio può essere prodotta da oggetti correlati alla generazione di scintille, la rilevanza di queste tracce va valutata da parte di esperti del settore”. La testimonianza della professoressa sarà utile a spiegare anche questa parte. L’ingegnere Sala, invece, dovrà dimostrare come un colpo, dovuto al violento urto della testa della ragazza, possa aver danneggiato la porta.

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