Esteri

Usa, Ue e Onu condannano la repressione e le violenze in Birmania

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, l’Unione europea e le Nazioni Unite hanno condannato la violenta repressione delle manifestazioni di protesta contro il colpo di Stato militare in Myanmar che nell’ultimo fine settimana ha provocato almeno 114 vittime, tra cui alcuni bambini. “È terribile”, ha dichiarato Biden. “È assolutamente scandaloso, secondo le informazioni che ho ricevuto, molte persone sono state uccise in modo totalmente inutile”. L’Unione Europea, attraverso la voce del suo capo della diplomazia Josep Borrell, ha condannato da parte sua “un’inaccettabile escalation di violenza”, “una strada insensata” scelta dalla giunta militare birmana. L’Alto rappresentante ha definito la giornata di sabato un “giorno di orrore e vergogna”. In una dichiarazione congiunta, inoltre, Alice Wairimu Nderitu, Consigliere speciale delle Nazioni Unite per la prevenzione del genocidio, e Michelle Bachelet, Alto Commissario Onu per i diritti umani, hanno esortato i militari del Myanmar a “smettere immediatamente di uccidere le stesse persone che hanno il dovere di servire e proteggere”. Le due leader delle Nazioni Unite hanno anche “condannato fermamente gli attacchi diffusi, letali e sempre più sistematici dell’esercito birmano contro manifestanti pacifici, nonché altre gravi violazioni dei diritti umani da quando la giunta ha preso il potere il primo febbraio 2021”.

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