Economia e Lavoro

Irap, Governo e banche tornano al tavolo

 

Il governo e le banche tornano al tavolo. L’esecutivo sta valutando un nuovo aumento dell’Irap a carico degli istituti di credito, con una franchigia pensata per evitare di penalizzare le realtà più piccole. Dopo il vertice di maggioranza che ha sancito l’intesa politica su questa nuova fonte di entrate, il governo ha convocato a Palazzo Chigi banche, assicurazioni e Confindustria. Un accordo non è ancora stato raggiunto, ma una proposta formale è attesa a breve dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Si apre così un nuovo round di negoziati, dopo quello di ottobre sull’incremento di due punti dell’Irap inserito in manovra. Il nuovo contributo richiesto alle banche sarebbe pari a 0,5 punti, con una franchigia di 90 mila euro. Secondo fonti parlamentari la soluzione finale potrebbe fermarsi a un aumento di 0,25 punti.

Nel frattempo, il Ministero dell’Economia valuta altre possibili coperture: dall’aumento dell’imposta sulle transazioni finanziarie (la cosiddetta Tobin Tax) al rialzo dell’aliquota sulla rivalutazione dei terreni; da una stretta sulle plusvalenze dei beni strumentali all’aumento dell’aliquota Rc auto sulla polizza accessoria per gli infortuni del conducente, dal 2,5% al 12,5%.

L’obiettivo è reperire oltre un miliardo di euro per finanziare le modifiche della manovra su cui la maggioranza ha raggiunto un’intesa: aliquota al 21% per gli affitti brevi della prima casa, ampliamento dell’Isee, riduzione dal 10% al 5% della partecipazione per la tassazione dei dividendi, compensazione dei contributi, detrazione dei libri scolastici, misure per le forze dell’ordine ed estensione del superammortamento a tre anni.

Dopo le inammissibilità di mercoledì, arrivano ora le riformulazioni con cui i partiti tentano di rimettere in gioco le proprie proposte. La Lega torna a insistere sul Mes, ripropone il Piano casa e rivede vari emendamenti — tra cui quelli sugli affitti brevi e sull’età pensionabile, che prevedevano ulteriori aumenti dell’Irap. Fratelli d’Italia riscrive invece gli interventi su pagamenti della pubblica amministrazione ai professionisti, Opzione donna e detassazione contrattuale. I lavori in commissione riprenderanno martedì, quando al Senato si terranno i bilaterali tra gruppi, governo e Mef. Le votazioni non inizieranno prima del 9 dicembre. L’arrivo in Aula il 15 appare sempre più difficile e non si esclude il ricorso a un maxiemendamento. Sabato intanto scenderà in piazza la Uil, primo dei tre sindacati confederali a protestare contro la legge di bilancio.

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