Roma Capitale

Nel rispetto delle misure disposte per il contenimento dell’emergenza epidemiologica, alla presenza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Teo Luzi, è stato ricordato a Roma, in forma solenne, il Brigadiere dei Carabinieri Angelo Joppi, in occasione del 75° anniversario della concessione della Medaglia d’Oro al Valor Militare. Nato a Viterbo il 4 gennaio del 1904 e deceduto a Roma il I ottobre del 1984, il militare fu insignito dell’onorificenza per aver partecipato, quale caposquadra del fronte militare di resistenza della Capitale, a diversi atti di sabotaggio e di distruzione contro il nemico, nel periodo 8 settembre 1943 – 4 giugno 1944.
In occasione della celebrazione, davanti all’ingresso del Museo della Resistenza di via Tasso è stata deposta una corona d’alloro da parte del Comandante Generale dell’Arma, accompagnato dai figli del Decorato, alla presenza del Prefetto di Roma Matteo Piantedosi.
A seguire, presso la vicina Basilica di S. Antonio da Padova al Laterano, è stata celebrata una Santa Messa in memoria del Decorato.
MOTIVAZIONE DELLA CONCESSIONE DELLA M.O.V.M. A BRIGADIERE ANGELO JOPPI:
Sottufficiale dei Carabinieri Reali, caposquadra del fronte militare di resistenza della Capitale (Banda CC.RR. Caruso) audace fino alla temerarietà sempre primo in ogni ardua contingenza e in ogni iniziativa rischiosa, sfidando impavido le insidie della polizia nazi-fascista che lo ricercava attivamente, eseguì personalmente diversi ed importanti atti di sabotaggio e di distruzione contro il nemico. Arrestato una prima volta, riuscì a fuggire dalle mani della polizia fascista, continuando imperturbabile la sua intensa attività di organizzatore. Arrestato successivamente e rinchiuso nelle tetre prigioni di via Tasso, vi giacque per circa novanta giorni, subendo ventotto martorianti interrogatori, e le più atroci, massacranti, immense torture, per estorcergli rivelazioni sull’organizzazione del fronte militare di resistenza. Sopportò con adamantina eroica fermezza i più strazianti, feroci supplizi, che resero il suo corpo permanentemente invalido, per nascondere severamente il segreto. Luminoso, sublime esempio di alte virtù militari, di assoluto sprezzo del pericolo, di completa, appassionata dedizione alla causa della Patria.
Regio Decreto 15 maggio 1946

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