Imprese e Sindacato

Audizione di ConfimpreseItalia alla Camera dei Deputati sulle diseguaglianze prodotte dalla pandemia nel mondo del lavoro

(Red) Il 26 maggio 2021, una delegazione di ConfimpreseItalia sarà in audizione presso l’XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) della Camera dei Deputati, per l’indagine indetta al fine di “conoscere le disuguaglianze prodotte dalla pandemia nel mondo del lavoro”.
La Confederazione porterà all’attenzione dei Deputati la voce dei piccoli imprenditori, degli artigiani, dei commercianti, dei professionisti e del terzo settore, ossia il mondo delle piccole imprese che rappresentiamo e che costituiscono una grassa fetta del patrimonio produttivo italiano.
Una nostra riflessione ci porta ad evidenziare la mancata gradualità di trasmissione dello shock, provocato dalla pandemia, fra azienda e famiglie, problema certamente scaturito dalla farraginosa burocrazia prevista per le procedure legate ai bonus ed agli ammortizzatori sociali.
L’aumento delle disuguaglianze si è rilevato un fenomeno inevitabile scaturito da uno Stato non preparato all’emergenza e da scelte inesatte del Governo. Adesso bisogna urgentemente ricostruire l’economia in modo più sostenibile e adottare politiche che promuovano sistemi più equi e inclusivi.
Il Codiv-19 è stato contratto a tutti i livelli sociali ma le persone in condizioni socioeconomiche più svantaggiate sono state e possono essere più esposte all’ infezione a causa della difficoltà di auto-isolarsi.
Se i lavoratori dipendenti hanno avuto la possibilità di accedere a tutele del loro reddito, percepite purtroppo in molti casi con ritardo, i lavoratori autonomi e gli imprenditori hanno subito perdite, costi non ammortizzati, mancati incassi e blocco totale della capacità produttiva e ancor peggio, il blocco della “libertà imprenditoriale” e della capacità di programmazione annullata totalmente dalle imposizioni dei Protocolli COVID-19 nel tempo entrati in vigore.
I provvedimenti di sostegno del reddito hanno aiutato molte famiglie a fronteggiare la crisi economica, travolte dal punto di vista sanitario a causa del Covid – 19 e del punto di vista lavorativo per il blocco delle attività, ma è necessario considerare come ad esempio il REDDITO DI CITTADINANZA sia stato uno strumento purtroppo restato fine a se stesso poichè non è stato in grado di produrre lavoro ma principalmente assistenzialismo. Bisogna monitorare con attenzione le singole situazioni e, superata la pandemia e la riapertura del mercato bisognerà rimodularlo sino ad annullarlo, favorendo al contempo il reingresso nel mondo del lavoro agli stessi percettori e di chi non ha potuto percepirlo.
Molte attività sebbene non sospese, nel momento in cui l’Italia è stata divisa in zone, ad esempio in zona arancione hanno comunque subito blocchi consistenti della loro attività a causa dell’impossibilità delle persone di uscire da casa o di recarsi presso altro comune che ha quindi ridotto se non annullato l’afflusso dei clienti. Probabilmente misurando in percentuale % la loro perdita non rileveremo la soglia prevista dai decreti ristori, ma ciò non significa che queste aziende non hanno subito un danno incommensurabile alla loro attività.
L’aumento delle disuguaglianze si è rilevato un fenomeno inevitabile scaturito da uno Stato non preparato all’emergenza e da scelte inesatte del Governo. Per ConfimpreseItalia bisogna urgentemente ricostruire l’economia in modo più sostenibile e adottare politiche che promuovano sistemi più equi e inclusivi.
Queste sono solo alcune delle riflessioni che saranno esposte alla XI Commissione della Camera dei Deputati accompagnate dalle proposte della Confederazione.

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