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Beppe Grillo guiderà la delegazione M5S all’incontro con Draghi. Anche Casaleggio a Roma: “A decidere su Draghi saranno gli iscritti”

Beppe Grillo guiderà la delegazione M5S all’incontro con Draghi. Anche Casaleggio a Roma: “A decidere su Draghi saranno gli iscritti”

Beppe Grillo rompe gli indugi, lascia la sua casa ligure e punta su Roma per guidare la Delegazione del Movimento 5 Stelle che nelle prossime ore incontrerà Draghi. Il padre del Movimento avrebbe già avuto colloqui, con praticamente tutti i big del M5S, Sindaci compresi, e dunque avrebbe anche il polso di quanto sta accadendo dentro la sua formazione politica. A Roma è arrivato anche Davide Casaleggio: “Ho incontrato diversi parlamentari e ministri qui a Roma – ha detto il presidente dell’associazione Rousseau e figlio del fondatore del Movimento.  Qualunque sarà lo scenario politico possibile c’è ampio consenso sul fatto che l’unico modo per avere una coesione del Movimento 5 stelle sarà quello di chiedere agli iscritti su Rousseau”. Intanto monta la rabbia di Di Battista che non vuole assolutamente dare la fiducia del Movimento a Draghi: “Ogni ora che passa, per quanto mi riguarda, si aggiungono ragioni su ragioni per dire NO a Draghi. Si dice: ‘non sarà un governo tecnico ma un governo politico’. Benissimo. Allora ragioniamo di politica”. Così  in un lungo post notturno su Facebook, ribadisce il suo no al tentativo di Mario Draghi di formare un nuovo governo. “C’è – ricorda il Cinque Stelle – chi si batte da 906 giorni, ovvero dal 14 agosto del 2018 (giorno della Strage di Genova), per revocare le concessioni autostradali ai Benetton. Davvero qualcuno crede che Draghi, colui che, da Direttore generale del Tesoro, assegnò le concessioni autostradali ai Benetton, possa revocarle? C’è chi combatte per l’istituzione di una banca pubblica di investimento”.  “Pensate davvero – si chiede ancora – che Draghi, uomo legato a doppio filo alla Goldman Sachs possa realizzarla? Io credo che sia indispensabile un durissimo provvedimento sul conflitto di interessi che proibisca, per legge, consulenze (o conferenze ben retribuite) a politici ed amici della politica. Si potrà mai approvare una legge del genere con Renzi al governo, per giunta rafforzato politicamente, che si sta arricchendo a dismisura grazie a conferenze estere strapagate? Pensate che sarà possibile portare avanti battaglie sulla legalità e sulla giustizia stando al governo con Berlusconi?”. “E ancora. C’è chi crede nei beni pubblici, nella scuola pubblica, nella sanità pubblica. Secondo voi i Calenda e le Bonino, sponsor delle privatizzazioni, saranno d’accordo? – è un’altra domanda che pone Di Battista – . E chi sostiene interventi per le piccole medie imprese crede davvero che un governo che nasce con la benedizione di Confindustria li sosterrà? Governo politico è una parola che non ha alcun senso in questo scenario. Cosa c’è di Politico nel governare con PD, Leu, Forza Italia, Più Europa, Centro Democratico e, probabilmente, Lega Nord? Ci sarà qualche “politico” dentro. Un numero, tra l’altro, decisamente inferiore a quel che si immaginano molti sostenitori del sì a Draghi. Ma di politico non vi sarà nulla”.  “Draghi, nei primi mesi di luna di miele concessa da una pubblica opinione stremata da un anno di pandemia, si dedicherà al piano vaccinale e a mettere nero su bianco un Recovery gradito ai potentati che lo incensano. Nulla più. Poi, senza colpo ferire, si farà eleggere Presidente della Repubblica. D’altro canto non avrebbe mai accettato senza questa garanzia. A quel punto ci si renderà conto che il “governo dei migliori” come già viene definito, era solo l’inizio della restaurazione. Un film già visto”, conclude il pentastellato.

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