Economia e Lavoro

Confcommercio e il Dl Sostegni: “Servono più risorse e occorre fare di più sul caro energia”

 

Audizione Confcommercio in Commissione Bilancio al Senato sul Dl sostegni ter. La vice presidente Prampolini: “Le misure previste dal decreto sostegni ter a favore delle imprese sono parziali in considerazione del protrarsi degli effetti della pandemia su gran parte del terziario di mercato, a cominciare dalla filiera del turismo”. La vice presidente di Confcommercio, Donatella Prampolini ha osservato che “le misure previste dal decreto sostegni ter a favore delle imprese sono parziali in considerazione del protrarsi degli effetti della pandemia su gran parte del terziario di mercato, a cominciare dalla filiera del turismo”. “La dotazione prevista –ha proseguito – ammonta, infatti, a circa 1 miliardo di euro, troppo poco per contrastare gli effetti economici e sociali della pandemia acuiti dalla ripresa inflazionistica e dal caro-energia. Tra l’altro, l’accesso ai ristori per il commercio al dettaglio è previsto solo per quelle imprese i cui ricavi 2019 non siano superiori ai 2 milioni di euro. Bene, invece, aver esteso il credito d’imposta a valere sulle rimanenze finali di magazzino al settore del commercio modaIn uno scenario economico ancora incerto, Confcommercio evidenzia alcune criticità: prima fra tutte il mancato accoglimento della richiesta di un nuovo ciclo di “cassa COVID” ed il ricorso al meccanismo oneroso del Fondo di integrazione salariale, sia pure scontato – per alcuni settori del terziario di mercato e fino alla conclusione del periodo emergenziale – del contributo di finanziamento previsto in caso di utilizzo; l’esiguità delle risorse stanziate per i singoli settori – circa 400 milioni per il turismo, circa 400 milioni per il commercio al dettaglio e per le attività chiuse o particolarmente colpite dall’emergenza epidemiologica, circa 100 milioni per le attività della cultura e circa 100 milioni aggiuntivi per il solo trasporto terrestre. Misure e risorse che vanno rapidamente rafforzate prevedendo anche nuove moratorie fiscali e creditizie. “Sugli interventi per contrastare il caro energia  rileva Prampolini – bene la riduzione degli oneri di sistema per il primo trimestre 2022 in favore delle Pmi, ma rimane l’urgenza di intervenire in modo strutturale: dalla riduzione della dipendenza estera, alla riforma dell’impianto della bolletta elettrica, fino alla compensazione dell’aumento dei prezzi dei carburanti sulla filiera del trasporto e della logistica. Preoccupano, infine, le modalità previste per la copertura finanziaria degli interventi volti a contrastare il caro-energia anche attraverso l’eliminazione di alcune agevolazioni in materia di accise sui prodotti energetici per alcuni comparti dei trasporti particolarmente esposti alla concorrenza internazionale. Si rischia un pericoloso precedente che potrebbe compromettere la competitività di un settore strategico”.

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