Regioni

Consiglio regionale del Lazio: “Sì a concessioni demaniali fino al 2033”

Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Mauro Buschini (Pd), ha approvato, con 26 voti a favore, quattro contrari e due astenuti, una mozione, presentata dal consigliere Enrico Cavallari (Gruppo Misto), e sottoscritta dai consiglieri Marco Vincenzi (Pd) e Adriano Palozzi (Gruppo Misto), che impegna la Giunta a farsi promotrice presso la Conferenza delle regioni e nelle altre sedi politiche/istituzionali, affinché il governo emani uno o più atti per l’applicazione della normativa nazionale in materia di estensione delle concessioni demaniali marittime con finalità turistico ricreative fino al 2033. Tra le premesse, si legge che negli ultimi due anni sono state introdotte dal legislatore nazionale alcune disposizioni normative in materia. In particolare, “la durata delle concessioni ‘vigenti’ al 1/1/2019 viene differita ope legis di quindici anni e, quindi, fino al 31.1.2033”. Tuttavia, tale normativa appare in contrasto con la cosiddetta direttiva Bolkestein del 2006, che, tra l’altro, prevede la riorganizzazione delle aree demaniali marittime su base di principi fondamentali come la discriminazione, la concorrenza e la trasparenza, tanto che è stata avviata una procedura d’infrazione dall’Unione europea nei confronti dello Stato italiano. “In sostanza – ha spiegato Cavallari – c’è una legge nazionale che è stata ribadita di nuovo anche nel 2020, sotto un altro governo, e che ha ribadito la proroga fino al 2033, soprattutto esprimendo un principio fondamentale nel momento in cui vivevamo una pandemia, in cui è stato chiesto a tutti i concessionari anche di garantire una vigilanza, un ordine pubblico nel momento in cui si sarebbe riaperto il lockdown e le spiagge sarebbero state sicuramente oggetto della presenza di tanti cittadini. È stato chiesto quindi di vigilare, garantire l’ordine pubblico e quindi fare un grosso sacrificio per garantire la sicurezza”. Le norme nazionali hanno determinato “rilevanti problemi applicativi da parte dei comuni, determinati dall’assenza di indirizzi univoci, per garantire un’omogenea e uniforme applicazione sull’intero territorio nazionale”, come si legge nella mozione. Di qui la necessità di “assicurare uniformità di comportamento – prosegue la mozione – in ordine all’applicazione o meno della vigente normativa nazionale di proroga delle concessioni demaniali marittime con finalità turistico- ricreativa, anche al fine di evitare una situazione caotica ed eterogenea, nonché una disparità di trattamento tra i diversi operatori del settore, a seconda del comune di riferimento”.

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