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E’ morto il grande regista francese della Nouvelle Vague, Jean-Luc Godard

È morto a 91 anni il regista francese Jean-Luc Godard. La notizia è stata resa nota dal quotidiano parigino Libération. Tra i principali esponenti della Nouvelle Vague,  fu premiato con il Leone d’oro nel 1984 e con l’Oscar alla carriera nel 2011, Le sue opere sono state fonte di ispirazione per molti registi statunitensi della New Hollywood e, più recentemente, per autori come Quentin Tarantino, il quale ha chiamato la sua casa di produzione come uno dei suoi primi film, Bande à part.Godard era nato nella capitale francese, in una famiglia benestante. Durante la seconda Guerra Mondiale fu mandato a studiare in Svizzera, e fece ritorno a Parigi nel 1948. All’università, la Sorbona, iniziò ad appassionarsi al cinema e cominciò a lanciarsi in alcuni esperimenti cinematografici. L’anno di svolta fu il 1959 quando arrivò il suo primo film, “Fino all’ultimo respiro”, per il quale ottenne l’Orso d’Argento al Festival di Berlino. Proprio questa pellicola diventò l’emblema della Nouvelle Vague, cioè il periodo della storia del cinema rappresentato da quegli autori che si formarono alla scuola critica dei “Cahiers du cinéma” degli anni Cinquanta, ovvero: Claude Chabrol, lo stesso Jean-Luc Godard, Eric Rohmer, Jacques Rivette e François Truffaut. Dopo alcuni esperimenti cinematografici condotti con Rivette, realizza un documentario, intitolato Opération Beton (1954) sulla costruzione di una diga in Svizzera. Al documentario seguiranno alcuni cortometraggi, tra cui Tous le garçon s’appellent Patrick (1957) e Histoire d’eau (1958). Nel 1959 dirige il primo film, Fino all’ultimo respiro, per il quale ottiene l’Orso d’Argento al Festival di Berlino. Il film diventa emblema della Nouvelle Vague, che Rohmer, Malle e Truffaut contribuiscono a far crescere.

Nello stesso anno sposa l’attrice Anna Karina. Nel 1960 dirige Le petit soldat, che in Francia suscita polemiche a causa dei riferimenti alla guerra in Algeria. Seguono La donna è donna (1962), anche questo Orso d’Argento a Berlino, I sette peccati capitali (1961), Questa è la mia vita (1962, Leone d’Argento alla Mostra vdi Venezia) e Il disprezzo (1963), ispirato al romanzo di Alberto Moravia. Nel 1964 fonda, assieme alla moglie, una casa di produzione, la Anouchka Films. La coppia divorzia nel 1967. Dopo il film di fantascienza Agente Lemmy Caution, missione Alphavillle (1965) che vince l’Orso d’Oro a Berlino, Il maschio e la femmina (1966) e Due o tre cose che so di lei (1967), Godard passa alla critica politica e sociale con La cinese (1967), di cui è protagonista l’attrice Anne Wiazemsky e che ottiene il Leone d’Argento alla Mostra di Venezia, che sposa durante la lavorazione del film, e con Week-end, un uomo e una donna dal sabato alla domenica (1967).

Dopo essersi trasferito a Grenoble per un periodo, il regista inizia a viaggiare attraverso gli Stati Uniti, da New York a Berkeley in California, per girare One American Movie, mai completato. Propaganda la protesta studentesca con alcuni film non finiti o distribuiti clandestinamente, tra cui La gaia scienza(1968) e Lotte in Italia (1970).

Nel 1979 divorzia per la seconda volta. Nel 1982 riceve il Leone d’Oro alla carriera e gira Passion, l’anno dopo è la volta di Prenom Carmen, che vince il Leone d’Oro. Dirige Detective nel 1985 e due anni dopo si cimenta nel Re Lear. Nel 1990 gira Nouvelle Vague con Alain Delon e sei anni dopo torna a Venezia dove presenta Forever Mozart.

Nel 1988 realizza per Canal Plus Histoire(s) du cinéma che durerà fino al 1997. Nell’ultimo ventennio si dedica a lavori di ricerca come Éloge de l’amour (2001), Notre Musique (2004), Film socialisme(2010), Adieu au langage – Addio al linguaggio (2014) che gli vale il Premio della Giuria al Festival di Cannes e Le livre d’image (2018) per cui riceve una Palma d’Oro speciale. Nel 2011 viene premiato con l’Oscar alla carriera, che però non ha ritirato.

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