Economia e Lavoro

E’ un Paese in affanno

Il 28,5% dei cittadini afferma di aver dovuto ricorrere al sostegno economico della famiglia di origine nell’ultimo anno, ma solo il 14,8% ha chiesto aiuto ad amici, colleghi o altri parenti. Il 15,1% ha fatto richiesta di un prestito bancario e quasi il doppio ha effettuato acquisti rateizzando il pagamento (28,7%). E’ quanto emerge dal 33esimo Rapporto Italia di Eurispes. La difficoltà economica ha messo in moto diverse reazioni. Circa un decimo del campione ha messo in atto i seguenti comportamenti: chiedere soldi in prestito a privati (non amici/parenti) non potendo accedere a prestiti bancari (9,4%); tornare a vivere nella casa della famiglia d’origine o dai suoceri (10%); vendere/perdere dei beni (11,4%); ritardi nel saldo del conto presso commercianti/artigiani (11,8%). Sono di più invece gli intervistati che hanno pagato le bollette con forte ritardo (22,4%) e che sono stati in arretrato con le rate del condominio (18%). Per quanto riguarda particolari situazioni lavorative, sono molto simili tra loro le percentuali di quanti hanno accettato di lavorare senza contratto (15,4%) e hanno svolto più di un lavoro contemporaneamente (15,1%). Sul fronte dei servizi alla persona, fra chi ha figli in età scolare c’è chi ha rinunciato all’istruzione privata il 41,1%. Nelle situazioni familiari in cui c’era la necessità di una badante, ne ha fatto a meno un italiano su tre (33,4%), mentre in poco più di un caso su cinque sono state rimandate le visite mediche specialistiche (22,4%). Per quanto riguarda i consumi, gli italiani hanno rinunciato più spesso all’acquisto di una nuova automobile (37,3%), ma anche alle spese sulla casa (sostituzione di arredi/elettrodomestici 34,5% e riparazioni/ristrutturazioni 34,2%). Meno frequente il caso in cui è stata rimandata la riparazione del proprio auto/motoveicolo (23,9%).
In netto calo la fiducia nelle Istituzioni, il numero di quanti riferiscono di aver visto diminuire, nell’ultimo anno, la propria fiducia nei confronti delle Istituzioni del nostro Paese passa dal 24,9% del 2020 al 32,5% del 2021 (-7,6%). Di senso opposto la fiducia nel presidente Mattarella che raggiunge il miglior risultato da inizio mandato. Per il Presidente della Repubblica il consenso si fa più forte. Complessivamente, ad esprimere affidamento nei confronti del Presidente Mattarella nel 2021, è infatti una quota di cittadini pari al 57,7% con un aumento di 2,8 punti percentuali se si considera il 54,9% raggiunto lo scorso anno.

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