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Editoria: addio a Livio Caputo, firma storica del Giornale

E’ deceduto a 87 anni il giornalista Livio Caputo, firma storica del Giornale di cui, negli ultimi tempi, era stato direttore ad interim in seguito alle dimissioni presentate da Alessandro Sallusti.

Il decesso è avvenuto oggi, giorno della nomina di Augusto Minzolini come nuovo direttore del quotidiano.

Nato a Vienna il 24 agosto del 1933 da padre piemontese e madre triestina, Caputo era ritenuto il più liberale fra i giornalisti. Si laureò all’Università di Torino con una tesi in diritto internazionale e la sua carriera giornalistica iniziò durante gli studi: nel corso degli anni, lavorò come corrispondente a Bonn (per il “Corriere dell’Informazione” e “Gente”) e Londra (per “Il Resto del Carlino”, “La Nazione” ed “Epoca”), per poi approdare a New York dove, dal 1965 al 1970 fu responsabile dell’ufficio periodici della Mondadori.

Dopo il suo ritorno in Italia, nel 1970, divenne capo dei servizi speciali e poi direttore di “Epoca”, incarico che mantenne fino al 1976, poi divenne inviato ed editorialista del Giornale, su chiamata di Indro Montanelli e di Telemontecarlo, incarichi che svolse dal 1976 al 1978. Nel 1979 divenne direttore del quotidiano “La Notte”, subentrando a Nino Nutrizio, dove scrisse editoriali giornalieri fino al 1984, anno in cui il giornale fu venduto al Gruppo Rusconi.

Dal 1986 fino al 1992 fu a capo dei servizi per gli esteri del Corriere della Sera: la gestione della Guerra del Golfo gli valse il Premio Hemingway. Nel 1992 fece ritorno al Giornale, chiamato di nuovo da Montanelli, dove assunse l’incarico di Vicedirettore.

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