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  Expo 2030, Roma Capitale ora ci crede

Popoli e territori: rigenerazione urbana, inclusione e innovazione. Queste le parole d’ordine che accompagneranno la Candidatura

 ‘People and territories: urban regeneration, inclusion and innovation’, ovvero ‘Popoli e territori: rigenerazione urbana, inclusione e innovazione‘. È questo il tema della candidatura di Roma a Expo 2030, presentata di fronte all’Assemblea Generale del Bureau International des Expositions (Bie) dal ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, dal sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, dal presidente del Comitato di Candidatura, Giampiero Massolo, e dal direttore generale del Comitato, Giuseppe Scognamiglio.

La proposta della Capitale prevede l’organizzazione dell’Esposizione dal 25 aprile 2030, anniversario della Liberazione d’Italia, al 25 ottobre 2030. Le prossime tappe della roadmap di Expo saranno a gennaio 2022, quando ci sarà l’istituzione ufficiale del Comitato di Candidatura Expo 2030, con l’Ambasciatore Giampiero Massolo nel ruolo di presidente e il ministro plenipotenziario Giuseppe Scognamiglio nel ruolo di direttore generale, e l’avvio della campagna elettorale di promozione per Roma Expo 2030, e poi a ottobre 2023, quando in occasione dell’Assemblea Generale del Bie a Parigi si terranno le elezioni dei candidati da parte dei rappresentanti degli Stati membri e verrà proclamato il Paese ospitante Expo 2030. In caso di aggiudicazione, Roma avvierà la realizzazione del progetto già entro la fine del 2023.

In occasione della presentazione di oggi è stato messo online anche il sito ufficiale della candidatura romeexpo2030.com, che apre la home con il claim ‘Roma Eterna Evoluzione’. Nel portale si riportano i motivi che hanno spinto la Città eterna a candidarsi a quella che si ritiene “un’occasione unica e irripetibile per mettere al centro dell’attenzione l’uomo e la sua capacità di reinventare il proprio ‘habitat’, la città, bilanciando sviluppo e sostenibilità ambientale. Entro il 2050, le metropoli ospiteranno i due terzi dell’intera popolazione mondiale: la relazione tra territorio e persone è una delle più grandi sfide del nostro tempo. Roma vuole essere il centro di questo nuovo modello di città: inclusivo, interconnesso, sostenibile e condiviso”.

Unica Capitale dell’Unione Europea a candidarsi a Expo 2030, ricorda il sito, “Roma attende questo appuntamento con la Storia dal 1942. In quell’anno avrebbe dovuto infatti ospitare l’Esposizione Universale, che poi fu annullata a causa della Seconda Guerra Mondiale, e per la quale fu realizzato il quartiere Eur. Dopo quasi ottant’anni, Roma ripropone la sua candidatura con un tema strettamente collegato al suo Dna: la rigenerazione urbana. Nel suo sviluppo di quasi tremila anni, Roma è stata infatti capace di reinventarsi attraverso i secoli, fino a meritarsi l’appellativo di ‘Città eterna’. Le sue radici, che affondano nella continua spinta all’innovazione, all’arte e all’integrazione tra fedi e culture, oggi diventano il nuovo punto di partenza verso un futuro di accoglienza e di vivibilità“.

Centrale per la candidatura della Capitale sarà la sinergia con il Giubileo 2025: “Roma ha la possibilità imperdibile di coniugare Expo 2030 con un altro evento di respiro mondiale, il Giubileo 2025 che già si prepara a ospitare. Un’importante occasione di sinergia per la realizzazione di opere e infrastrutture funzionali, pronte ad accogliere milioni di ospiti, ottimizzando costi e risorse”, si legge sempre sul portale. Un’occasione anche per “rilanciare il protagonismo dei territori e delle comunità del Centro e del Sud Italia, attirando nuovi capitali e investimenti nazionali e internazionali. Le due più recenti edizioni italiane dell’appuntamento si sono svolte nel Nord della Penisola: a Genova nel 1992 e a Milano nel 2015″. Il sindaco Roberto Gualtieri, presente per la presentazione della candidatura di Roma all’Esposizione Universale del 2030 di fronte all’Assemblea Generale del Bureau International des Expositions (Bie), in videoconferenza, ha dichiarato: “Roma è il luogo ideale per ospitare un’esposizione su questo tema (la rigenerazione urbana, ndr) e fornire una cornice in cui diversi Paesi possono presentare le loro migliori pratiche e progetti. Vi darò cinque ragioni per sostenere questa convinzione. Innanzitutto, Roma è una città unica che mostra la sua storia di migliaia di anni. A Roma si può osservare come si sono evoluti nei secoli i rapporti tra i popoli e i loro territori. Per Sigmund Freud Roma era una metafora dei diversi strati della memoria umana. Come l’umanità, anche le città devono trovare un modo per volgere lo sguardo al proprio passato, per meglio progettare il proprio futuro. Una città in evoluzione come Roma è il luogo ideale per inquadrare una simile discussione”.

“Secondo: Roma è la città con la cintura verde più estesa al mondo, con migliaia di ettari di parchi pubblici e spazi verdi urbani e più terreni agricoli di qualsiasi altro comune europeo – ha spiegato il sindaco – Le caratteristiche ambientali e le opere idriche sono equamente distribuite in tutta la città e si intrecciano con l’assetto urbanistico di Roma. Questa integrazione tra città e campagna, così come gli stretti legami tra passato e presente, offrono un grande potenziale per ambiziose strategie di rigenerazione urbana. Una rigenerazione che deve ruotare intorno alla sostenibilità e considerare il rapporto tra i suoi cittadini e il loro ambiente di vita un valore fondamentale”.

E ancora, ha illustrato Gualtieri: “Terzo motivo: Roma è un bastione della cultura e della scienza. Università e centri di ricerca così come accademie di tutto il mondo – ha proseguito Gualtieri – hanno dipartimenti a Roma, e ci sono forti connessioni con reti culturali e di conoscenza internazionali. D’altronde, Roma non è stata costruita solo dai romani. Popoli, esperienze e contaminazioni da tutto il mondo hanno contribuito al suo sviluppo. Vogliamo invitare queste accademie e università internazionali a concentrarsi sui vari temi proposti dall’Expo. Il nostro obiettivo è attivare partnership e collaborazioni con loro, così come con altre città e altri Paesi, per sostenere ricerche, studi, progetti urbani, innovazioni sociali e tecnologiche, convegni, master e dottorati e molto altro ancora”. “Quarto: Roma è tradizionalmente una città aperta e inclusiva. Oggi siamo attivamente impegnati in un programma di investimenti che oltre a migliorare la dotazione infrastrutturale della città, mira anche a colmare gap e disuguaglianze sociali. La nostra città ideale è policentrica e si basa sulla prossimità dei servizi, sulla cura e sulle relazioni tra le persone. Il coinvolgimento attivo della società civile svolgerà un ruolo importante nel raggiungimento di questo obiettivo, attraverso partenariati e sussidiarietà”.

Infine, ha sottolineato il primo cittadino della Capitale, “il prossimo Giubileo 2025 a Roma manderà un potente messaggio di inclusione, solidarietà e speranza. Sarà un passo molto importante per il rilancio della vocazione cosmopolita di Roma e la sua promozione del dialogo interculturale e interreligioso. Questo evento ci darà anche la possibilità di riqualificare le già consistenti strutture ricettive della città, così da poter accogliere decine di milioni di visitatori in un contesto sicuro e ospitale”.Nel frattempo, Palazzo Chigi ha comunicato che “il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha presieduto questa mattina il tavolo istituzionale Giubileo della chiesa cattolica. Nel corso dell’incontro è stata proposta la nomina del sindaco di Roma quale commissario per il Giubileo 2025 ed è stata illustrata la governance dell’evento”. In particolare “alla riunione hanno partecipato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Garofoli, il ministro degli Esteri Di Maio, il ministro dell’Economia Franco, il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili Giovannini, il ministro del Turismo Garavaglia, rappresentanti del ministero dell’Interno, l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Lazio Orneli, il sindaco di Roma Gualtieri, e in rappresentanza del Parlamento il senatore Bagnai, gli onorevoli Madia e Silvestri”. “Nei prossimi mesi valuterete candidature eccellenti e progetti qualificati. Sono sicuro che presterete un’attenzione speciale a Roma, una città che offre qualità uniche e risorse eccezionali nello storico momento che coincide con il centenario del Bureau International des Expositions”. Lo ha detto il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, intervenendo in occasione della presentazione della candidatura di Roma all’Esposizione Universale del 2030 di fronte all’Assemblea Generale del Bureau International des Expositions (Bie), in corso in videoconferenza.

“Quindici anni dopo l’Expo di Milano, il Governo italiano insieme alla città di Roma, i suoi cittadini, le autorità locali e il Paese intero presentano oggi la propria candidatura a ospitare l’Esposizione del 2030 nella Città Eterna dal 25 aprile al 25 ottobre con il titolo ‘Persone e territori: rigenerazione urbana, inclusione e innovazione’. La nostra idea di città è inclusiva e policentrica, capace di offrire le stesse opportunità e accesso ai servizi a ogni proprio abitante in termini di infrastrutture ma anche culturali, sociali e di sviluppo umano, puntando a raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri e sostenibili”.

“Per 28 secoli Roma è sempre stata una Capitale di cultura, arte e creatività in un costante processo di rigenerazione. Le sue tante stratificazioni mostrano la continua attività umana di trasformazione, creando l’immagine di una città che non è mai statica – ha proseguito Di Maio – Tutte le strade portano a Roma, dicevano gli antichi: anche oggi la Città eterna accoglie più di 30 milioni di turisti ogni anno, circa 50 milioni di passeggeri transitano per i suoi aeroporti, ospita eventi importanti come il Giubileo del 2016, che ha attratto più di 20 milioni di persone, e il prossimo Giubileo del 2025, che rappresenterà un ponte verso Expo 2030″. Inoltre, ha proseguito il ministro, “Roma è al centro dell’Italia ed è facile raggiungere altre destinazioni famose a livello mondiale all’interno del nostro Paese: nel 2019, prima della pandemia, le 50 città italiane più turistiche hanno accolto oltre 180 milioni di visitatori. La sua posizione nel cuore del Mediterraneo, che unisce Europa, Africa e Medioriente, rende Roma il luogo perfetto per garantire il successo di Expo 2030 in termini di partecipazione, visitatori e visibilità”. “La pandemia ci ha spinti ad accelerare la trasformazione delle nostre città in smart city attraverso l’integrazione di innovazioni a livello di tecnologia, energia, infrastrutture, comunicazione, mobilità, sicurezza e protezione dell’ambiente. Tutti temi fondamentali anche nell’agenda italiana in occasione della presidenza del G20 di quest’anno – ha sottolineato Di Maio – ‘Expo Rome’ vuole raccogliere questa eredità, puntando su un’interazione attiva con il Bureau per identificare strategie a lungo termine e risposte sul nostro cammino verso Expo 2030″.

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