Imprese e Sindacato

Il progetto di fusione italiano Dtt incassa 85 milioni di contratti e 6 nuovi partner

Le gare per l’attuazione del progetto fusion italiano Divertor Tokamak Test (DTT), promosso da ENEA, Eni e Consorzio CREATE, hanno superato gli 85 milioni di euro e negli ultimi mesi altri sei soci – INFN, Consorzio RFX, Politecnico di Torino, Tuscia Università, Università degli Studi di Milano-Bicocca e Università degli Studi di Roma Tor Vergata, che presto sarà affiancata dal CNR- sono entrate a far parte di DTT Scarl, la società che realizzerà questa singolare struttura sperimentale.

L’investimento complessivo vale oltre 600 milioni di euro, di cui 250 da un finanziamento BEI (Banca Europea per gli Investimenti), che lo ha inserito tra i suoi Progetti Strategici per un impact factor stimato di 4, oltre 2 miliardi di euro e circa 1.500 nuovi posti di lavoro.

Le nuove istituzioni coinvolte hanno sottoscritto circa il 4% del capitale sociale ceduto dall’ENEA e così suddivise: INFN 1%, Consorzio RFX 0,5%, Politecnico di Torino 0,5%, Università della Tuscia 0,5%, Università di Roma Tor Vergata 0,5%, Università di Milano-Bicocca 0,5%, mentre il CNR entrerà con lo 0,5%. La quota di ENEA è del 70%, Eni del 25% e Consortium CREATE 1%.

L’ultimo contratto, aggiudicato a seguito di una gara internazionale, vale 33 milioni di euro e riguarda la fornitura di 18 potenti magneti superconduttori da parte dell’italiana ASG Superconductors (Malacalza), che si è aggiudicata analoghi contratti anche per il progetto di fusione internazionale ITER. 

Le altre gare ad oggi avviate, riguardanti la fornitura di materiali superconduttori ad alta tecnologia, sono state aggiudicate alla coreana Kiswire Advanced Technology per oltre 32 milioni di euro, all’americana Luvata Waterbury per un totale di 16 milioni di euro e alla giapponese Furukawa Electric Co per 4 milioni di euro.

Quest’anno saranno lanciate nuove gare per i principali componenti e lavori di adeguamento del sito presso il Centro Ricerche ENEA di Frascati, dove sarà allestito uno dei centri scientifico-tecnologici più avanzati a livello internazionale, accessibile a ricercatori e scienziati di tutto il mondo. mondo.

L’impianto DTT è stato istituito come un ‘anello di congiunzione’ tra i principali progetti internazionali di fusione nucleare ITER e DEMO (il reattore che dovrebbe generare elettricità da fusione nucleare dopo il 2050) e per fornire risposte scientifiche e tecnologiche a questioni cruciali come la gestione di grandi potenze flussi prodotti dal plasma.

Il DTT sarà un cilindro high-tech di 10 metri con un raggio di 5 metri, all’interno del quale verranno confinati 33 metri cubi di plasma (gas ionizzato)  alla temperatura di 100 milioni di gradi con un’intensità di potenza di 6 milliampere (pari a sei milioni di lampade) e una carico termico sui materiali fino a 20 milioni di Watt per metro quadrato (oltre il doppio della potenza di un razzo in decollo).

Gli oltre 40 km di cavi superconduttori, a pochi centimetri di distanza, opereranno a 269 ° C sotto zero.

AGC GreenCom

Related posts

La Metro 5 di Milano chiude con un utile di 5 milioni di euro

Redazione Ore 12

Crisi da Covid a rischio fallimento il 40% dei ristoranti italiani

Redazione Ore 12

Infrastrutture ferroviarie sostenibili all’ombra del Pnnr

Redazione Ore 12