Imprese e Sindacato

La guerra dei licenziamenti

Muro contro muro tra Sindacati e Associazioni d’Impresa. Spaccata anche la maggioranza di Governo

(Red) Ormai si profila una vera e propria guerra, sulla norma che dovrebbe regolare i licenziamenti ai tempi della Pandemia. E ‘ muro contro muro tra Sindacati e Associazioni datoriali e tra queste in prima linea Confindustria. Si è trattato di un vero e proprio scivolone da parte del Governo, che con il ministro del Lavoro, ha chiaramente gestito in malo modo la trattativa e la proposta da recapitare, ammesso che lo abbia fatto, alle parti. Intanto è saltata la proroga dei licenziamenti al 28 agosto che era stato chiesta proprio dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando. Il dem, in calcio d’angolo, è riuscito comunque ad ottenere la possibilità per le imprese di utilizzare la Cassa integrazione ordinaria, anche dal primo di luglio, senza pagare addizionali fino alla fine dell’anno impegnandosi a non licenziare.
Fonti di governo del Pd provano a gettare acqua sul fuoco, assicurando che il pacchetto lavoro approvato nel Sostegni bis conferma l’impostazione data dal Ministro Orlando con una serie di opzioni a disposizione delle aziende, alternative ai licenziamenti. Un risultato giudicato “insufficiente” dai sindacati, che accusano il governo di essersi piegato ai diktat di Confindustria. Tutto questo mentre sul punto si cementa il fronte Pd-M5S e dall’altra parte della barricata Matteo Salvini, sposa la richiesta di Confindustria di togliere il blocco dei licenziamenti: “La priorità della Lega è il lavoro- dice Salvini- al momento manca il dialogo e di questo ci facciamo carico noi e chiederò un incontro con le parti coinvolte, dalle parti sociale alle imprese. Conto durante la settimana di incontrare Confindustria. Serve equilibrio, non puoi prorogare a vita il blocco dei licenziamenti. Serve sostenere le aziende dando soldi per non licenziare e al contempo dare un paracadute ai lavoratori. L’ultima cosa da fare in questo momento è allungare l’età pensionabile”. “Orlando? Noi lavoriamo per risolvere i problemi, se il Pd è quello dello Ius Soli del Ddl Zan e delle tasse ai patrimoni, non aiutano nè Governo nè il Paese. Se vogliamo ragionare a come aiutare le imprese e i giovani noi ci siamo, basta che non parlino di nuove tasse”, conclude il leader del Carroccio.

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