Imprese e Sindacato

Lo ‘spezzatino’ di Alitalia non piace ai Sindacati: “Il Governo ci convochi”

Cgil, Cisl e Uil contestano il Piano per arrivare a Ita

(Red) Non si sono fatte attendere le reazioni sindacali all’annuncio della nuova compagnia aerea nazionale e soprattutto, di fatto, alla dismissione di Alitalia, con tanto di messa all’asta del logo della vecchia Compagnia . “In attesa di conoscere precisamente il piano concordato e discuterlo, siamo nettamente contrari sia all’impostazione della trattativa che non ha visto fino ad oggi il coinvolgimento del sindacato, sia sotto l’aspetto del piano industriale”. Ad affermarlo unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo, a seguito dell’annuncio sul decollo della newco Ita e chiedendo che ‘il Governo li convochi subito’. Secondo le organizzazioni sindacali, ‘si prefigurerebbe il cosiddetto spezzatino aziendale con nessuna certezza per le attività a terra di handling e di manutenzioni che rimarranno in Ita.
La nuova compagnia partirebbe con una miniflotta con solamente 52 aerei senza prospettive di sviluppo sul lungo raggio. E’ inaccettabile che su 10.500 lavoratori vengano assunti solamente 2750-2950 il primo anno.
Anche il brand messo a bando di gara prefigurerebbe evidenti danni commerciali. Sostanzialmente e’ un piano debole anche in prospettiva ricavi fino al 2025. “Sono errori gravissimi che rendono inaccettabile questa impostazione ma soprattutto rendono la nuova compagnia di bandiera un progetto molto debole”.
Nello specifico sconcerta che nel 2025 il numero di aerei impiegati sia inferiore a quello già fortemente penalizzato dalla pandemia. Inoltre nel 2022 si prevedono voli per New York, Miami, Boston, San Paolo, Buenos Aires, Washington, e Los Angeles con 13 wide body conosciuto anche come aereo a doppio corridoio .
Se si calcola che a fine piano sono previsti 23 wide body (10 in più rispetto quelli previsti per il 2022, se ne deduce un network a lungo raggio con pochi altri scali che forse saranno San Francisco, Chicago e qualche altra destinazione in India e Africa. Un network irrisorio, secondo i sindacati, addirittura inferiore a quello previsto dall’ex amministratore delegato Gubitosi che oltre agli scali sopraindicati annoverava Seoul, Tokio e le destinazioni turistiche invernali delle Mauritius, Cuba e Maldive.

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