Cronaca

‘Ndrangheta, 57 arresti in una operazione delle Fiamme Gialle in tutta Italia

Dalle prime luci dell’alba di martedì è in corso un’operazione condotta dai militari del Comando provinciale della Guardia di finanza di Catanzaro e del servizio centrale investigazione criminalità organizzata della Guardia di finanza di Roma, coordinati e diretti dalla Dda di Reggio Calabria per l’esecuzione, in diverse regioni d’Italia, di 57 misure cautelari nei confronti di esponenti di un’organizzazione criminale dedita all’importazione di cocaina dal Nord-Europa e dalla Spagna. In corso sequestri di beni per oltre 3,7 milioni di euro. L’operazione “Crypto”, che rappresenta l’epilogo di una complessa attività investigativa condotta già dal 2017 dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della GdF di Catanzaro e dallo SCICO della GdF di Roma, con il coordinamento della Dda di Reggio Calabria, ha avuto origine da una costola dall’operazione “Gerry”, risalente al 2017, e che aveva già permesso di sgominare una complessa consorteria criminale composta dai vertici delle cosche Molè-Piromalli e Pesce-Bellocco, attivi a Gioia Tauro e Rosarno.I finanzieri hanno anche sequestrato beni per un valore complessivo di 3.767.400 euro. Le indagini hanno cristallizato anche l’uso da parte della consorteria di numerose SIM tedesche che, da Rosarno, comunicavano in maniera “citofonica” con altri cellulari con numerazione tedesca, sparsi su tutto il territorio nazionale. Senza reali intestatari, le SIM hanno reso ancora più difficoltoso l’identificazione degli utenti che, allo stesso tempo, utilizzavano molteplici livelli di protezione, con messaggi contenenti codici numerici predefiniti. L’indagine, pertanto, che vede complessivamente indagati 93 responsabili, ha evidenziato un grave quadro indiziario a carico di esponenti di spicco della ‘ndrina Pesce-Bellocco, riconducibili alle famiglie Cacciola-Certo-Pronestì, che avevano messo in atto una ramificata organizzazione criminale transazionale volta al traffico di stupefacenti, caratterizzata da marcati profili operativi internazionali, capace di pianificare ingenti importazioni di “cocaina” dal Nord Europa (Olanda, Germania, Belgio) nonché dalla Spagna e di “piazzarla” in buona parte delle regioni italiane (Lombardia, Piemonte, Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia ed Emilia Romagna) e anche all’estero (Malta). E poi c’erano i legami con altre consorterie criminali, in Calabria e Sicilia, tra cui quelli attivi nella zona di Amantea, con gli esponenti di spicco Francesco Suriano e Roberto Porcaro, reggenti rispettivamente delle ‘ndrine Gentile e Lanzino; uno del torinese facente capo a Vincenzo Raso e uno a Catania, riconducibile a Francesco Cambria, esponente di spicco del clan Cappello e altri clan attivi a Siracusa, Benevento e Milano.

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