Imprese e Sindacato

Norma sui licenziamenti Sbarra (Cisl): “E’ mancata la concertazione ed è uscito fuori un pasticcio”

(Red) Anche la Cisl, dopo Cgil e Uil prende posizione, duramente, contro il testo sui licenziamenti approvato dalla maggioranza di Governo. Non è piaciuto affatto al Segretario della Confederazione, Luigi Sbarra, che lo ha contestato apertamente in una intervista concessa al quotidiano La Stampa: “Il testo approvato nel Consiglio dei ministri è un pasticcio frutto della mancanza di dialogo e di concertazione. Ha bisogno di profondi cambiamenti e di miglioramenti. Secondo noi la misura è debole, largamente insufficiente e sicuramente non riesce ad arginare il rischio della perdita di centinaia e centinaia di migliaia di posti di lavoro. Bankitalia parla di 577 mila posti a rischio, magli stessi ambienti di governo confermano queste stime,e non a caso anche i partiti che sostengono il governo nei giorni scorsi in Parlamento hanno presentato emendamenti per chiedere una proroga, alcuni anche sino a fine anno. C’è la consapevolezza che la fine del blocco possa rappresentare uno tsunami occupazionale, una bomba sociale. Dopo aver già perso un milione di posti è un lusso che non ci possiamo permettere”. Secondo Sbarra non c’è stata alcuna mediazione: “E’ mancata proprio la mediazione sociale. Per questo – spiega – non condividiamo la soluzione anche per una ragione di metodo: oggi, come 14 mesi fa, abbiamo ancora davanti tanta occupazione precaria, ammortizzatori non rinnovati, politiche attive non avviate enonabbiamo un piano nazionale per la formazione e la crescita delle competenze”. Per il segretario generale della Cisl “bisogna spostare in avanti a fine ottobre la fine del blocco per tutti e occorre lavorare per riformare gli ammortizzatori sociali, avviare le politiche attive, finanziare un piano per la formazione, allungare la durata della Naspi togliendo il décalage. E poi bisogna fare un forte investimento sui contratti di solidarietà, sia difensivi che espansivi. L’obiettivo deve essere zero licenziamenti”. E’ evidente, che ora, con ogni probabilità, finirà in piazza, con le proteste dei sindacati. Per altro già la Cgil ha annunciato alcune mobilitazioni, mentre altre sono state già calendarizzate.

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