Economia e Lavoro

Pagamenti, crollano i contanti: le risorse digitali come metodo di pagamento

Era solo questione di tempo e molti se lo aspettavano, soprattutto in un mondo post-pandemia: il denaro contante sta lentamente scomparendo del tutto. Alcune delle ragioni alla base di questo processo sono evidenti, così come è evidente che si tratti di un cambiamento di mentalità destinato a durare e non di una moda passeggera. Molte persone, per praticità, hanno già adottato diversi metodi di pagamento online e adesso sono pronte a familiarizzare anche con le risorse digitali. Il fascino di lasciare generosamente una banconota sul tavolo al ristorante, o il gesto di frugare in ogni tasca per trovare una o due monete probabilmente resisteranno ancora a lungo. Ma la realtà è che il mondo sta cambiando molto rapidamente e, in parallelo, la necessità di utilizzare denaro contante sta svanendo quasi completamente. Presto potrebbe non essere più necessario portarsi dietro un borsellino o un portafoglio fisico per custodire il contante da spendere al ristorante o al bar. I contanti erano sulla via del tramonto già da prima della pandemia, ma questa ci ha costretto, per ovvie ragioni, a imparare a farne a meno. In generale, dopo la pandemia, il numero di coloro che usano i contanti è crollato, mentre quello delle persone che pagano con carte e telefoni è schizzato alle stelle. Secondo i dati dell’Osservatorio sugli Innovative Payments della School of Management del Politecnico di Milano, al netto di un calo dei consumi di oltre il 13%, nel 2020 i pagamenti digitali in Italia hanno raggiunto i 5,2 miliardi di transazioni, passando dal 29% al 33% del valore totale dei pagamenti in Italia. A crescere sono stati soprattutto i pagamenti con contactless (+29%, a quota 81,5 miliardi) e, ancor più, quelli con smartphone e wearable (+80%, oltre 3,4 miliardi): le modalità senza contatto si sono rivelate valide alleate contro la diffusione del contagio da Covid-19. La prova di questo cambiamento ce la fornisce il governo spagnolo, che proprio alcune settimane fa ha approvato una nuova legge che vieta i pagamenti in contanti superiori a 1.000 €. In Italia per il 2021 il limite previsto per i pagamenti in contanti è pari a 2.000 €, anche se è in corso l’approvazione per una maggiore restrizione per il 2022. Si tratta di una decisione che non ci sorprende e che è particolarmente sensata. Naturalmente, il riciclaggio di denaro e l’evasione fiscale sono problemi enormi e questi provvedimenti non sono certo qualcosa nuovo, in quanto diversi paesi stanno adottando strategie simili con lo scopo di combattere le frodi fiscali. Il futuro è ancora più digitale, e ci offre varie possibilità di spesa non solo in valuta fiat, ma anche in criptovalute e altre risorse digitali utilizzando le proprie carte. Nel 2021, puoi già scegliere come pagare – se in euro, Bitcoin, azioni Amazon, o sterline – e avere la possibilità di alternare diversi mezzi di pagamento in tempo reale con i tuoi investimenti. Una possibilità destinata a crescere ancora. Per effettuare questo tipo di pagamenti, gli utenti devono disporre di una carta di debito collegata alle proprie criptovalute e risorse digitali, che permetta di pagare qualsiasi esercizio commerciale che accetti le carte di debito. Questo rende estremamente più facile spendere le proprie risorse digitali, oltre al fatto che pagare con una valuta che contemporaneamente è anche un investimento cambia completamente le regole del gioco. Dulcis in fundo, questo rende le transazioni dirette e semplifica molto le cose. La verità è che nessuno sarebbe disposto a fare i salti mortali per vendere una parte dei propri Bitcoin su un exchange ogni volta che deve pagare un caffè al bar. Se vuoi usare i tuoi token o i tuoi i metalli preziosi per gli acquisti quotidiani, tutto quello che ti serve è una carta di debito. So che questo stravolge la radicata convinzione che tutti abbiamo sulle risorse digitali, e cioè che queste dovrebbero rimanere all’interno dei propri portafogli, senza essere utilizzate, in attesa che il loro valore aumenti. In effetti, non vedo nulla di sbagliato nello scegliere il percorso di investimento che si ritiene più opportuno, e nel voler mettere da parte le proprie risorse, poiché questo infonde una sensazione di sicurezza nelle persone. Tuttavia, è arrivato il momento di iniziare a riconoscere agli investimenti anche un valore d’uso. Tutto ciò che ha un valore nel mondo reale dovrebbe essere considerato come una risorsa a tutti gli effetti, e con il boom senza precedenti delle risorse digitali a cui stiamo assistendo è il momento di iniziare a raccogliere i frutti in modi nuovi. Per esempio, la Bitpanda Card, creata in collaborazione con Visa, azienda leader nelle tecnologie di pagamento, può essere collegata a qualsiasi risorsa digitale presente nel portafoglio di un utente Bitpanda. L’utente può quindi collegare la carta all’una o all’altra risorsa in qualsiasi momento utilizzando l’app Bitpanda, rendendo possibile l’impiego di risorse digitali come Bitcoin o altre criptovalute per fare acquisti online e nei negozi di tutto il mondo.
Per esempio, gli utenti possono prenotare un volo in Bitcoin o rinnovare il proprio abbonamento a Netflix in oro: possono pagare come vogliono, istantaneamente, ovunque. Sta all’utente decidere quale risorsa preferisce e quando/come vuole spenderla. Non c’è bisogno di scegliere una volta per tutte una risorsa o una modalità di pagamento: le possibilità sono infinite.
Le risorse digitali diventano finalmente dei beni da utilizzare e sta diventando normale usarli in questo modo, percependoli come metodi di pagamento legittimi in un mondo post-pandemico. Bitpanda per fortuna ha la soluzione perfetta per questo, dando agli utenti ciò di cui hanno disperatamente bisogno: uno strumento utile e semplice, da utilizzare nella vita quotidiana.

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