Economia e Lavoro

Panificatori senza contratto da tre anni, manifestazioni di protesta di Cgil, Cisl e Uil

A fronte di un contratto nazionale per gli addetti della panificazione che è scaduto da 3 anni i sindacati di categoria Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil parlano di “una grave ingiustizia per i lavoratori che hanno garantito, anche nel periodo più duro della pandemia, il pane sulle tavole degli italiani”. Il contratto nazionale per gli addetti della panificazione è scaduto da 3 anni. “Si tratta di una grave ingiustizia per i lavoratori che hanno garantito, anche nel periodo più duro della pandemia, il pane sulle tavole degli italiani”, denunciano i sindacati di categoria Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil.
Il settore occupa 80.000 addetti in 20.000 imprese, sia a carattere artigianale che industriale. Le trattative, nel corso dei mesi scorsi, si sono sviluppate con le controparti, Federpanificatori e Fiesa-Confesercenti, in due tavoli separati. “Ma in entrambi i contesti – hanno dichiarato nella conferenza stampa odierna Fai Flai e Uila – constatiamo ad oggi la loro mancata volontà a giungere, in tempi brevi, alla sigla del rinnovo del Ccnl”.
Per questi motivi, Fai Flai e Uila hanno proclamato il 27 luglio scorso lo stato di agitazione con il conseguente blocco delle prestazioni in regime di flessibilità e di straordinario. In quest’ambito, lunedì prossimo, 18 ottobre, dalle 10 alle 13, sono previsti due presidi a Roma: uno davanti alla sede di Federpanificatori in Via Alessandria 159 ed uno non lontano dalla sede di Confesercenti in Piazza San Silvestro. In considerazione delle normative anti-Covid, i presidi sono stati autorizzati per un numero limitato di partecipanti, con il coinvolgimento delle delegazioni di Fai-Flai-Uila delle regioni Lazio, Toscana ed Umbria.

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