Esteri

Parla la Presidente di Taiwan: “Sono certa che gli Usa ci difenderanno”

La presidente di Taiwan Tsai Ing-wen in un’intervista alla Cnn si è detta sicura e fiduciosa che gli Stati Uniti difenderanno l’isola in caso di aggressione della Cina. Le dichiarazioni della leader di Taipei seguono quelle del presidente americano Joe Biden che giorni fa, nel corso di un dibattito televisivo, aveva detto che gli Usa difenderanno Taiwan da un’aggressione di Pechino, anche se la Casa Bianca si era affrettata a correggere il tiro sostenendo che la linea di Washington non cambia. Secca era stata la replica della Cina: “Biden sbaglia ad alimentare false aspettative, non accetteremo mai interferenze su tale questione”. La Cina si oppone “fermamente” ai contatti militari fra Taiwan e gli Stati Uniti, dichiara il portavoce del ministero degli esteri cinese Wang Wenbin. Si tratta della risposta di Pechino alla presenza di militari Usa sull’isola e alle affermazioni della presidente taiwanese, Tsai Ing-wen, che in una intervista alla Cnn si è detta “sicura e fiduciosa” che Washington difenderà l’isola in caso di aggressione della Cina. “Noi ci opponiamo con fermezza a ogni forma di scambio ufficiale e di contatto militare fra gli Stati Uniti e Taiwan”, ha detto ai giornalisti Wang. La Cina dal punto di vista militare è in “rapida espansione” ed è “molto preoccupante” che Pechino abbia sperimentato dei missili strategici ipersonici la scorsa estate. Lo ha dichiarato in un’intervista all’agenzia Bloomberg il generale Mark Milley, capo di stato maggiore delle Forze armate Usa, che sui presunti test cinesi – peraltro negati da Pechino, che ha parlato di collaudi spaziali – ha detto che l’America ha rivissuto lo shock dello Sputnik. Cioè del successo dell’Unione sovietica nell’inaugurare la corsa spaziale con il lancio nel 1957 del primo satellite nello spazio, che batté sul tempo di Stati Uniti. I missili ipersonici – l’ultima generazione di armi strategiche – sono in grado di trasportare testate nucleari a grandi distanze volando fino a cinque volte la velocità del suono, sono molti più manovrabili rispetto ai missili balistici e sono praticamente impossibili da intercettare con le tecnologie di difesa antimissile e la difesa aerea attuali. Sono già stati sperimentati con successo due anni fa dalla Russia e, recentemente, dalla Corea del Nord. Recentemente il Financial Times ha detto che i test cinesi hanno “scioccato” l’America. “Ciò che abbiamo visto – ha detto il gen. Milley – rappresenta un evento molto significativo, il collaudo di un sistema d’arma ipersonico. Ed è molto preoccupante”, considerando anche i recenti fallimenti di analoghi test compiuti da Washington. “Non so se sia un po’ un ‘momento Sputnik’, ma c’è andato molto vicino. Ha catturato tutta la nostra attenzione”, ha proseguito il militare americano. Milley ha aggiunto che gli Stati Uniti stanno lavorando a rafforzare i loro sistemi di difesa e su un proprio progetto di missile ipersonico. Il capo dei militari statunitensi ha inoltre ricordato come l’esercito cinese fino al 1979 fosse una “enorme fanteria formata essenzialmente da contadini”, trasformandosi oggi in forze armate “molto capaci che coprono ogni campo della difesa e con ambizioni globali”. Il portavoce del Pentagono, John Kirby – scrive la Bbc -, non ha commentato, limitandosi a dire, a proposito dei test ipersonici: “Non è una tecnologia a noi aliena e ci stiamo ragionando già da tempo”.

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