Economia e Lavoro

Produzione industriale, Germania al palo (-8,5%). Male anche la Spagna (-9,1%)

La produzione dell’industria tedesca nel 2020  è crollata dell’8,5% rispetto all’anno precedente. I dati sono stati diffusi dall’Agenzia federale di statistica Destatis e mostrano una ripresa c dopo il punto più basso raggiunto ad aprile a causa del primo lockdow. L’industria ha quasi recuperato alla fine dell’anno, con un calo annuale di appena l’1 per cento registrato a dicembre. Rispetto al mese precedente, la produzione di dicembre è rimasta invariata, ha aggiunto Destatis. La produzione nell’industria, esclusi i settori dell’energia e delle costruzioni, è aumentata dello 0,9% rispetto a novembre, con la produzione di beni intermedi in crescita del 2% e la produzione di beni di consumo del 2,6%. La produzione di energia è scesa del 2,9% a dicembre 2020, mentre le costruzioni sono aumentate del 3,2%. Il settore delle costruzioni in Germania ha superato la crisi del coronavirus relativamente bene rispetto al settore manifatturiero.  In Spagna dove il calo della produzione industriale si registra a Madrid l’indice generale della produzione industriale (Ipi) in  è sceso del 9,1% nel 2020, registrando il più grande calo dal 2009, quando questo indicatore è crollato del 16,2% nel bel mezzo della crisi finanziaria. 

Lo indicano i dati diffusi dall’Istituto nazionale di statistica Ine. Con il calo del 2020, causato dalla crisi di Covid, la produzione industriale mette anche fine a sei anni di crescita consecutiva. Le statistiche hanno sottolineano che diversi settori industriali soffrono “intensamente” nel 2020 gli effetti della pandemia, con forti cali di produzione, soprattutto nei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno. Così, tutti i settori tagliano la loro produzione nel 2020, anche se con intensità diversa. Le diminuzioni più significative si sono verificate nei beni capitali e nei beni di consumo durevoli, con diminuzioni del 15,4% e del 13,5%, rispettivamente.  Seguono i beni intermedi, con un calo della produzione del 7,8%, i beni di consumo non durevoli (-6,5%) e l’energia (-6,2%). Secondo l’Ine, il settore dei beni intermedi è l’unico che ha raggiunto e superato nell’ultimo trimestre del 2020 il livello del 2019. Rettificata per gli effetti stagionali e di calendario, la produzione industriale è crollata del 9,4% nel 2020, con cali in tutti i settori, soprattutto nei beni capitali e nei beni di consumo durevoli, dove la produzione è scesa a due cifre.

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