Politica

Pubblica Amministrazione, svolta Brunetta: “In cinque anni 500 mila assunzioni”

 “Il nostro obiettivo è di garantire innanzitutto il turnover fisiologico: almeno 500mila ingressi per cinque anni, 100mila l’anno, pari al numero di dipendenti pubblici che andranno in pensione secondo le stime della Ragioneria generale dello Stato”. Lo sottolinea il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, in un’intervista al Messaggero. “Poi bisogna ragionare selettivamente sui settori che si sono maggiormente impoveriti negli ultimi dieci anni», aggiunge. “Penso soprattutto alla sanità e agli enti locali. Qui il turnover potrà arrivare anche al 120%”. Ci saranno inoltre, continua il ministro, “le alte professionalità tecniche da reclutare in via straordinaria per l’attuazione dei progetti del Recovery Plan con contratti a tempo determinato”. Il numero “dipenderà dai progetti, bisogna avere la pazienza di attendere il piano definitivo. Quello che posso dire è che le procedure saranno rapide. Useremo le buone pratiche delle organizzazioni internazionali. Ci sarà un portale del reclutamento, una piattaforma a cui potranno rivolgersi le amministrazioni centrali e locali per simulare e prevedere lo stato del proprio fabbisogno professionale e per gestire le procedure concorsuali. Valorizzeremo dottorati, iscritti agli ordini professionali e ai centri di alta formazione. Sono assunzioni che si possono fare in 15 giorni. I contratti dureranno 5 anni, il tempo del Recovery”. Sulle regole per sbloccare i concorsi introdotte con l’ultimo decreto Covid, il ministro ricorda la sicurezza garantita dal nuovo Protocollo validato dal Cts e dalla “piena collaborazione con la Protezione Civile” e i tre percorsi disegnati dalle nuove norme: “Uno per i concorsi già banditi per i quali non è stata svolta ancora nessuna prova, uno per i concorsi che saranno banditi durante l’emergenza e, infine, uno per i concorsi a regime. Per tutti abbandoneremo le modalità ottocentesche che ne hanno caratterizzato fino a oggi lo svolgimento: niente più calche da stadio, niente carta e penna, e nemmeno attese infinite che in media prevedevano fino a 4 anni dal concorso all’assunzione. Mi piacerebbe che dal bando all’ingresso in servizio non passassero più di tre o quattro mesi”.

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