Roma Capitale

Raggi strizza l’occhio all’elettorato del Pd e della sinistra: “Sarò il Sindaco di tutti”

Nicola Zingaretti si è sfilato dalla competizione per il Campidoglioe tutte le correnti pentastellate sono tornate a sostenerla. Eppure Virginia Ragginon si azzarda a cantare vittoria in anticipo e afferma: “Abbiamo lavorato tanto e adesso in tanti dicono che i risultati si iniziano a vedere. Stiamo lavorando e ci piace lavorare”. Poi, l’autocritica su tante cose. Come le arance a Marino. E promette: “Sarò la candidata di tutti”. “L’esperienza di una città complessa come Roma induce a fare delle riflessioni – dice in un’intervista alla “Stampa” -, anche perché paradossalmente solo chi ricopre un incarico come questo può giudicare e comprendere fino in fondo un altro sindaco”, dice in relazione al “regalo” delle arance inscenato dall’allora candidata Raggi all’allora sindaco Ignazio Marino. E continua: “Un lavoro che si fa h24 mi ha indotto a essere autocritica con me stessa. Credo di essere stata ingenerosa per la dichiarazione sulle arance, ma anche nella vicenda degli scontrini. Sono passata per due anni e mezzo attraverso un processo; è finito bene ma sono esperienze da non augurare a nessuno. Con Marino restano diversità di vedute ma il rispetto c’è ed era giusto esprimerlo”. Oggi Virginia Raggi si sente “il sindaco di tutti i romani”. “Ho cercato di non alzare mai i toni. Di non scivolare mai verso la volgarità e sto cercando di portare una ‘rivoluzione gentile’: consultando e coinvolgendo i cittadini”. E sull’ipotesi che Conte abbia imposto a Letta di mettere da parte Zingaretti per evitare che lei passasse con Casaleggio, smentisce categoricamente: “Non sono avvezza ai ricatti politici: non li temo e di certo non li adopererei mai. Credo sia anche offensivo nei confronti di Conte pensare questo”.
Sulle diverse anime del Movimento che sono tutte passate a sostenerla, la spiega così: “Al nostro interno ci sono diverse sensibilità che però su progetti e progettualità si uniscono. Pensi al reddito di cittadinanza: senza avremmo avuto la stessa ‘pace sociale’ durante il periodo Covid?”.
Sull’impegno a votare il candidato del Pd al secondo turno se prendesse un voto in più, come Letta si è impegnato a sostenere lei in quel caso, non risponde: “Io mi impegno a fare una campagna elettorale corretta. E spero che questo impegno valga per tutti gli altri”. Non risponde neanche alla richiesta di un voto su Virginia Raggi sindaco: “Lo daranno i cittadini”.
Sugli episodi sgradevoli come bus in autocombustione nelle rimesse, rifiuti in strada e cimiteri che scoppiano si prende le sue responsabilità ma avverte: “Le partecipate erano in uno stato di profondo abbandono e ci abbiamo messo mano. Atac, che era sull’orlo del fallimento, ha i conti a posto: senza licenziare, ha ripreso ad assumere. Lo stesso per Ama: abbiamo scoperto 250 milioni di buco che risaliva al 2003. Abbiamo invertito la tendenza”.
In vista della sfida Raggi-Gualtieri-Calenda pensa già a un “patto comune” in vista della candidatura di Roma all’Expo 2030, che definisce “un progetto per l’Italia: tutti insieme per rilanciare la città. Non voglio che sia un progetto targato Raggi”.

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