Esteri

Recovery Fund, Dombrovskis: “Esborso dei Fondi Ue sarà basato sulle performance”

Il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Valdis Dombrovskis ha sottolineato con forza oggi, durante un intervento nella plenaria dell’Europarlamento, la necessità di garantire una gestione sana dei finanziamenti impegnati negli Stati membri con il dispositivo Rrf (“Recovery and Resilience Facility”), lo strumento da 672,5 miliardi di euro che è al cuore del piano “Next Generation EU” per la ripresa economica dopo la pandemia.  Dombrovkis ha ricordato gli accorgimenti in questo senso che il regolamento di attuazione del Rrf prevede debbano essere predisposti nei piani nazionali di ripresa e resilienza, che i governi devono presentare per avere accesso ai fondi, e per la cui elaborazione è in corso in questo momento “un intenso dialogo” con la Commissione.  Il vicepresidente esecutivo ha avvertito che “il dispositivo Rrf è uno strumento basato sulla ‘performance’, e questo vuol dire che gli Stati riceveranno i fondi una volta che avranno raggiunto le tappe intermedie e gli obiettivi concordati, come previsto nei piani nazionali e nelle decisioni attuative del Consiglio Ue”.  “La natura basata sulla performance della Rrf – ha continuato Dombrovskis – è innanzitutto una garanzia di solida gestione finanziaria. In più la Commissione valuterà i sistemi di monitoraggio e controllo predisposti dagli Stati membri, e che dovranno essere spiegati nei loro piani nazionali”.  In particolare, “gli Stati dovranno fornire ad ogni richiesta di pagamento una dichiarazione di gestione e un riassunto degli audit condotti a livello nazionale, che attestino il fatto che sono state adottati tutti i controlli e le precauzioni”.  “Questi passaggi – ha spiegato il vicepresidente esecutivo – saranno condotti in modo aperto e trasparente, fornendo l’opportunità di segnalare possibili casi di serie irregolarità: prima ai coordinatori del Rrf in ogni Stato membro, che saranno obbligati ad esaminare se si siano verificate irregolarità; e in secondo luogo alla Commissione, all’Olaf (l’Ufficio antifrode dell’Ue, ndr) o all’Ufficio del Procuratore pubblico europea (Eppo, ndr), che hanno i poteri di indagare e valutare tutti i dati e le informazioni nazionali rilevanti”.  “Come ultima risorsa – ha avvertito Dombrovskis -, la Commissione sarà in grado di ridurre e di recuperare qualsiasi somma interessata da serie irregolarità che non siano state corrette dallo Stato membro in questione”.  Insomma, ha concluso il vicepresidente esecutivo della Commissione, “siamo fiduciosi che tutti questi meccanismi, se applicati insieme, assicureranno un uso sano è corretto dei fondi impegnati con il dispositivo Rrf”.

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