Cronaca

Scorie nucleari, i siti dello stoccaggio non andranno nelle aree agricole o a ridosso dei siti Unesco

L’ amministratore delegato della SOGIN, Emmanuele Fontani oggi si è presentato in audizione alle commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera riferendo sulla pubblicazione della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) per la realizzazione del deposito nazionale del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi. Nella valutazione dell’idoneità di un’area, tra i siti potenzialmente adatti ad ospitare il futuro deposito unico nazionale per i rifiuti radioattivi ha riferito che “l’importanza della produzione agricole è stata valutata in classi di idoneità” e “si tiene conto della presenza e della rilevanza” delle produzioni agricole.  Quindi è stato “dato un punteggio, chi ha un più alto punteggio ha un’idoneità più bassa per il deposito”.  Per quel che riguarda i siti Unesco e le aree individuate nella CNAPI “in prossimità o all’interno” di uno di essi, “noi abbiamo fatto un’attenta valutazione delle aree Unesco, e sono escluse dai criteri. In tutte le verifiche che abbiamo fatto le aree che abbiamo individuato non sono all’interno di aree Unesco ma semmai di prossimità”, ad esempio “nello stesso comune o in comuni confinanti”. Per quel che riguarda le aree Unesco “anche a vocazione turistica, la risposta si può dare solo dopo le autocandidature” delle aree potenzialmente idonee, dice l’ad Sogin, “ma ci sono in Europa aree estremamente importanti, dove si producono vini eccellenti, come l’area dello Champagne in Francia, eppure lì è presente un deposito di rifiuti radioattivi“. Ad ogni modo, chiarisce Fontani, “ci sarà una valutazione di opportunità al momento della scelta del sito”. Scelta che potrebbe protrarsi ancora per anni tenendo presente che i rifiuti radioattivi  solo in parte provengono dalle dismesse centrali nucleari, ma dalle permanentemente dalle applicazioni industriali, mediche e della ricerca (ndr). Sogin è la società di Stato responsabile del decommissioning degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi, compresi quelli prodotti dalle attività industriali, di ricerca e di medicina nucleare.

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