Economia e Lavoro

Sofferenze bancarie ai minimi 19,858 mld

A febbraio aumentati i prestiti ai nuclei familiari e alle aziende. La domanda di credito, secondo l’Abi è un indicatore di bisogno di liquidità per affrontare la pandemia

Le sofferenze bancarie diminuiscono ancora, ai minimi da più di 11 anni. Lo sostiene l’Abi nel rapporto mensile, secondo cui a gennaio le sofferenze nette sono state pari a 19,858 miliardi, mentre a dicembre erano a 20,9 miliardi. Per ritrovare un valore inferiore dello stock delle sofferenze è necessario risalire a giugno 2009. Rispetto al picco di 88,8 miliardi di novembre del 2015, a gennaio del 2021 “la riduzione è di circa 69 miliardi (-77,6%)”. Accelerano, sottolinea Palazzo Altieri, i prestiti bancari a famiglie e imprese, per effetto delle moratorie legate al coronavirus, di un maggiore utilizzo della linee di credito e delle garanzie statali sui finanziamenti. A febbraio i prestiti ai nuclei familiari e alle aziende sono aumentati del 5,1% su base annua dopo il +4,9% del mese prima. In particolare a gennaio per i prestiti alle imprese c’è stata una crescita del 7,2% su base annua, mentre per i finanziamenti alle famiglie c’è stato un aumento del 2,2%. L’andamento positivo per la domanda di credito sembra riflettere ancora un’esigenza di liquidità da parte di famiglie e imprese per affrontare la pandemia. Nonostante l’avvio della campagna vaccinale e le prospettive di miglioramento dell’economia nel 2021, per il momento le richieste di finanziamenti appaiono legate soprattutto alla necessità di affrontare l’emergenza. A febbraio, aggiunge l’Abi, la raccolta a medio e lungo termine (tramite obbligazioni) è diminuita ancora rispetto allo stesso mese del 2020, con un -9,4% (circa -22 miliardi) dopo il -9,3% di gennaio. I depositi invece sono aumentati di oltre 161 miliardi rispetto a febbraio dell’anno scorso (+10,2%). E rallenta l’andamento della raccolta complessiva, con un +7,6% annuo dopo il +8,9% di gennaio.

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