Politica

Violenza sulle donne, Carfagna: “Non lasciamo liberi i recidivi”

 

“Le donne che denunciano vanno ascoltate di più, ma soprattutto bisogna valutare meglio la pericolosità di certi uomini: non possiamo lasciare in libertà recidivi pronti ad aggredire di nuovo”, dice la ministra per il Sud Mara Carfagna su La Stampa parlando in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne.
La politica in tal senso “può fare moltissimo, ma deve cominciare a valutarli in tutta la loro gravità e ampiezza: i dati delle Questure ci dicono che ogni singolo giorno 89 donne italiane subiscono e denunciano aggressioni violente, nel 62% dei casi tra le mura familiari. Se questo dato riguardasse pestaggi a scopo di rapina, o di estorsione o agguati politici, l’emergenza sarebbe riconosciuta. Ma riguardano le donne, e c’è la tendenza a comportarsi come si trattasse di eventi contro i quali c’è poco da fare, come un alluvione, un disastro “naturale”. Non è così. I violenti si possono e si devono fermare al primo pugno, alla prima minaccia di morte”. Dopo l’approvazione della legge sullo stalking “il bilancio culturale è positivo: nessuno osa più dire, come era quasi normale dieci anni fa, “ma che saranno mai due schiaffi”. Nessuno osa più sostenere che pedinare una ex siaunaformadicorteggiamento. Il bilancio “materiale” è più deludente. Sono ancora poche le donne che denunciano, anche perla scarsa indipendenza economica che le priva dei mezzi per sfuggire a un partner violento: l’incremento dell’occupazione femminile è un dovere anche per questo”, dice Carfagna che invita a usare i fondi tolti alle mafie per progetti di sostegno delle donne.

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