Politica

Starlink, Musk e la Belloni. Tante versioni alle quali serve una risposta

Ci risiamo nuovamente, di nuovo una pluralità di versioni, con correlate smentite, su una vicenda, quella di STARLINK di Elon Musk e della visita del presidente Meloni, a Mar a Lago, in Florida, alla festa del neoeletto presidente Trump degli Stati Uniti d’America, che avrebbe un retroscena di trattative – più o meno avanzate – su un sistema evoluto di controllo delle comunicazioni criptate delle istituzioni, per un costo che sembrerebbe aggirarsi intorno a 1,5 MLD di euro.

Certo la principale domanda correlata a questa vicenda, che sorge spontanea, è la seguente: “…c’entrano qualcosa, con detta delicatissima circostanza, le annunciate dimissioni del responsabile dei nostri Servizi di Intelligence, la dott.ssa Belloni?”.

La seconda domanda è la seguente: ”…quale nostro organismo tecnico avrebbe certificato e garantito la sicurezza e l’integrità dei nostri dati, da parte del sistema STARLINK, prima di avviare una qualunque trattativa, assicurando che il detto sistema satellitare, di proprietà del privato cittadino americano, Elon Musk, fosse adeguato alla gestione dei nostri dati sensibili?”.

La terza domanda è la seguente: ”…se questa verifica preventiva, che deve essere effettuata dai nostri organismi tecnici deputati, non fosse stata eseguita, con quali criteri, e per quali ragioni, si sarebbe avviata una trattativa con il cittadino americano, Elon Musk, della quale non si avrebbe certezza dell’appropriatezza tecnica e della rispondenza ai nostri standard di sicurezza, del sistema offerto all’Italia, nonché della riservatezza dei dati e della nostra indipendenza, che peraltro comporterebbe anche un impegno economico di circa 1,5 MLD di euro?”.

“ Avremmo molte altre domande per il Governo MELONI per detta delicatissima vicenda, ha detto Fabio Desideri, segretario politico di PENSIERO POPOLARE ITALIANO,  ma per brevità, per ora, rivolgiamo soltanto queste, con riserva di avanzarne altre – più specifiche – nei prossimi giorni, qualora non avessimo risposte chiare ed esaustive”.

Come non notare – ha aggiunto Desideri – che il filo conduttore che unisce questa delicatissima vicenda, a quella Boccia – Sangiuliano, nonché a quella Santanché –Visibilia, sia esclusivamente l’approssimazione di un Governo, per molti aspetti inadeguato e carente di quello standing internazionale necessario per competere adeguatamente a livello globale?”.

Va detto infine, che tutti questi nodi irrisolti devono trovare una risposta. Su tutti, naturalmente sono le questioni aperte come la detenzione in Iran della giornalista Cecilia Sala, che va ad aggiungersi a tutti gli altri capitoli e che, in queste ore perse uno degli assoluti protagonisti di una possibile soluzione come la dottoressa Belloni, per anni a capo dell’unità di crisi della Farnesina e che, probabilmente, poteva portare un contributo alla soluzione di una delle ultime crisi internazionali di altissimo livello che l’Italia è costretta ad affrontare.

 

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