Roma Capitale

CULTURA, SANTORI (LEGA): “PERSONALE SCARSO E TAGLI A BIBLIOTECHE, CONVOCARE ASSEMBLEA STRAORDINARIA ”

Urgono provvedimenti dopo le dimissioni in blocco del Cda dell’Istituzione

“Nonostante un organico teorico di 684 dipendenti, oggi al lavoro nelle biblioteche della Capitale sono solo in 198: un numero assolutamente insufficiente per garantire i servizi ai cittadini. A questo si aggiunge la drastica riduzione dei fondi comunali, che ormai coprono a malapena le spese per il personale mettendo a rischio l’intero sistema bibliotecario della città. È inaccettabile. Per questo chiediamo con forza un’assemblea capitolina straordinaria su questo tema: l’amministrazione prenda finalmente coscienza della situazione e trovi soluzioni immediate”. Lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, capogruppo capitolino della Lega a proposito delle condizioni delle biblioteche romane. “Le biblioteche di Roma stanno sprofondando in una crisi senza precedenti, frutto di una gestione miope e di scelte amministrative irresponsabili che stanno distruggendo uno dei pilastri della cultura nella Capitale. L’Istituzione Biblioteche di Roma, fondata nel 1996 e che gestisce attualmente una rete di 46 tra biblioteche e bibliopoint distribuiti nei 15 Municipi della città, sembra avviata alla distruzione. L’ultimo segnale di una crisi ormai ingestibile è arrivato con le dimissioni in blocco del Cda, compreso il presidente Giovanni Solimine”, riassume Santori. “Un atto che evidenzia il completo fallimento della gestione attuale e che rende ancora più urgente un intervento dell’Assemblea Capitolina. Presenteremo una richiesta ufficiale di consiglio straordinario per ottenere risposte chiare dall’amministrazione: vogliamo sapere quali sono le reali intenzioni della Giunta Gualtieri, se verranno finalmente stanziati fondi adeguati, se ci sarà un piano di assunzioni serio e come verrà garantita la continuità del servizio nelle biblioteche durante i lavori di ristrutturazione previsti dal Pnrr. Non possiamo permettere che Roma, capitale della cultura e della storia, assista inerme alla lenta agonia delle sue biblioteche: l’amministrazione deve dare risposte immediate, perché un Paese che non investe nella cultura è senza futuro. Noi non staremo a guardare”, conclude.

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