Economia e Lavoro

Studio Confartigianato – 182mila imprese pioniere dell’IA, una su cinque (19,3%) è una impresa artigiana

I pionieri dell’Intelligenza Artificiale (IA) – I due terzi (66%) degli imprenditori e lavoratori autonomi italiani ha un’opinione positiva sull’utilizzo di intelligenza artificiale (IA) e robot nei luoghi di lavoro. In Italia nel 2024 sono 181.652 imprese con dipendenti le pioniere che hanno adottato tecnologie legate all’IA, pari all’11,4% delle imprese con dipendenti, con una maggiore diffusione nei Servizi (12,6%) rispetto al Manifatturiero (8,8%) e alle Costruzioni (7,7%).

L’analisi è contenuta nella Elaborazione Flash ‘I pionieri dell’IA’ – Special edition Intelligenza Artigiana: 2025, anno dell’Intelligenza creativa pubblicata dall’Ufficio Studi di Confartigianato.  Le regioni leader per pionieri dell’IA sono Lombardia con 32.080 imprese (17,7% del totale), Lazio con 17.669 imprese, Campania con 17.221 imprese, Veneto con 15.507 imprese ed Emilia-Romagna con 13.649 imprese. Sono 177.887 le Micro e Piccole Imprese (MPI), utilizzatrici di IA mentre 34.997 sono le imprese artigiane. Le imprese artigiane pioniere dell’IA sono il 19,3% delle imprese utilizzatrici di IA, con una maggiore incidenza nelle Marche con 27,5%, Veneto con 24,0%, Sardegna con 23,4%, Provincia Autonoma di Bolzano con 23,3% ed Emilia-Romagna e Toscana, entrambe con 23,1%.

Maggiore uso dell’IA per cybersicurezza e management – Tra le applicazioni legate all’IA maggiormente utilizzate prevale la sicurezza informatica con il 22,1%, seguita da analisi documenti con il 18,3% e CRM (Customer Relationship Management) con il 14,9%. Tra i processi in cui l’IA viene utilizzata, predominano la gestione economico-finanziaria con il 41,9% e il marketing, promozione digitale ed e-commerce con il 35,4%.

Alto il fabbisogno di informazione e formazione – Un terzo (34%) degli imprenditori e lavoratori autonomi non si considera sufficientemente esperto nell’uso delle tecnologie digitali più recenti, tra cui l’intelligenza artificiale. Tra le imprese che non utilizzano l’IA il 15,6% pensa che il business aziendale non possa beneficiare dell’uso delle tecnologie legate di IA mentre il 69,9% non sa come introdurre soluzioni di IA nel modello di business/nei processi dell’impresa.

Le risorse umane fattore chiave per introdurre l’IA nelle imprese – Il 13,1% delle imprese ha già assunto o intende assumere personale per la gestione delle tecnologie IA. Le imprese prevedono l’entrata di 686mila lavoratori con elevata richiesta di competenze digitali avanzate, che includono l’intelligenza artificiale, oltre a cloud computing, Industrial Internet of Things (IIoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain, pari al 12,4% del totale delle entrate. La carenza di competenze digitali avanzate rappresenta un ulteriore vincolo alla diffusione dell’IA: il 53,5% dei profili richiesti è di difficile reperimento, in particolare in Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Umbria e Toscana.

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