Roma Capitale

Vaccino. De Lillo (Omceo Roma): lentezza campagna per ritardi Ema

“Paghiamo il ritardo, come Unione europea, dell’approvazione dei vaccini da parte dell’agenzia del farmaco Ema, un mese in più rispetto all’Inghilterra, che sicuramente non ci ha giovato”. La lentezza della campagna vaccinale italiana, per Stefano De Lillo, vice presidente dell’Ordine dei medici di Roma, non è quindi solo una questione di consegna delle dosi e vaccini mancanti. Interpellato dalla Dire, spiega qual e’ la situazione delle somministrazioni anti Covid nella regione Lazio.

– Dottor De Lillo, nessun problema quindi nell’organizzazione?

“Mi sembra che l’organizzazione della vaccinazione stia andando abbastanza bene, con tutte le difficoltà del caso. Stiamo invece pagando un ritardo di circa un mese, come Unione Europea, per l’autorizzazione dei vaccini stessi, quindi in relazione all’approvazione da parte dell’Agenzia regolatoria del farmaco europea. Se avessimo approvato i vaccini insieme a Stati Uniti e Inghilterra, ora saremmo al passo. Le somministrazioni tuttavia stanno andando bene. Nei prossimi giorni i medici di famiglia, in concomitanza con l’arrivo di dosi più cospicue, entreranno in forze. Attualmente i medici di famiglia ricevono una fiala di AstraZeneca e due di Pfizer, quando va bene. In questo modo le dosi da inoculare sono davvero poche”.

– Cosa possono fare i medici di famiglia in questa campagna, vista la situazione, e cosa potranno fare le farmacie?

“La modalità di somministrazione dell’antinfluenzale e del vaccino anti-Covid è la stessa, la differenza è che con 10-12 dosi attuali di siero anti Coronavirus, il medico è impegnato per due ore a settimana, al massimo. Quindi abbiamo una capacità di somministrazione notevole, come per l’antinfluenzale. Tuttavia siamo contenti che vengano coinvolti i farmacisti, che ci siano squadre di vaccinatori eccellenti alla Nuvola, che i vaccini potranno farsi in azienda, ma basterebbe dare le dosi ai medici di base. Il fatto che si debba andare a prendere la singola fiala una volta a settimana, senza poter delegare, è un po’ una strettoia burocratica. Trovo poco comprensibile spendere dei soldi, fare formazione per il vaccino dai farmacisti, quando il medico di base può fare le inoculazioni molto meglio e a costo inferiore. Teniamo anche conto che se un medico non aderisce alla vaccinazione, deve individuare un sostituto, quindi tutti I medici sono potenzialmente coinvolti. Il rischio è che le farmacie non entrino mai in azione, data la carenza di fiale. Mentre i medici hanno tutte le informazioni dei pazienti e possono convocarli con più facilità. Semplificando le pastoie burocratiche per i medici di famiglia e aumentando le dosi, potremmo fare tanti vaccini”.

– Dopo il 15 aprile, con l’arrivo di un numero maggiore di dosi, quante somministrazioni può fare un medico?

“Almeno 10 al giorno, ma è una stima difficile perché dipende da diversi fattori, il primo è il numero di fiale disponibili”.

– Come ci stiamo muovendo sugli altri fronti non-Covid?

“E’ chiarissima la portata di questa emergenza ma rischiamo di dimenticare l’approvvigionamento del vaccino antinfluenzale. A settembre, al netto del Covid, bisogna iniziare la campagna senza fare rincorse e incappare nella penuria di dosi che c’è stata lo scorso anno. Perche’ anche l’influenza fa morti, non solo il Covid. Al tempo stesso serve recuperare il numero di somministrazioni nei centri vaccinali, che devono occuparsi delle altre vaccinazioni: meningococcica e papilloma virus su cui sappiamo ci sono dei ritardi nelle chiamate. Dobbiamo avere attenzione a non trascurare le altre patologie”.

– Quanto stiamo trascurando la salute, in tempi di Covid?

“Lo stanno denunciando in tanti, in primo luogo l’oncologo Paolo Cognetti: stiamo perdendo forza nella prevenzione delle neoplasie e delle malattie cardiologiche siamo molto indietro. Le patologie nello specifico da recuperare sono gli screening per il tumore al seno della donna, la colonscopia del tumore al colon retto per gli uomini soprattutto, così come c’è difficoltà nella parte chirurgica anche se non per le urgenze; in tutto questo sta aumentando la mortalità nelle cardiopatie. Alla luce di tutto questo bisogna cercare di uscire dal Covid, con una copertura vaccinale che riconduca presto a una normalità. Come sarebbe necessario che tutti i maggiori enti regolatori internazionali si pronuncino con la stessa tempistica sull’approvazione dei vaccini. Così come èimportante che il nostro Paese possa produrre farmaci e sieri. Tutto questo sarà essenziale per il recupero della cura anche delle altre malattie, che non ci risparmiano”.

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ROMA E REGIONE LAZIO Allerta ondate di calore: previsto per il fine settimana il livello 3 (bollino rosso) Il Dipartimento di Epidemiologia SSR Regione Lazio, nell’ambito del Sistema operativo nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, coordinato dal Ministero della Salute, ha emesso il bollettino ondate di calore che prevede il LIVELLO 3 per domenica 4 giugno. LIVELLO 3: Ondata di calore (condizioni meteorologiche a rischio che persistono per più giorni consecutivi). Indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche. Tanto più prolungata è l’ondata di calore, tanto maggiori sono gli effetti negativi attesi sulla salute. LIVELLO 2: Temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione, in particolare nelle persone anziane, i neonati e i bambini, le persone con malattie croniche, le persone con disturbi psichici, le persone con ridotta mobilità e/o non autosufficienti, le persone che assumono regolarmente farmaci, le persone che fanno uso di alcol e droghe, le persone, anche giovani, che fanno esercizio fisico o svolgono un lavoro intenso all’aria aperta, le persone con condizioni socio-economiche disagiate. Si ricorda che per ogni richiesta di chiarimenti, informazioni e/o interventi è possibile contattare la Sala Operativa della Protezione Civile di Roma Capitale, attiva H24, al numero verde 800 854 854 o al numero 06 67109200. Un giardino intitolato ad Almirante: la proposta del Municipio VI di Roma fa discutere Il minisindaco Nicola Franco respinge le polemiche e propone alla sinistra “una pacificazione nazionale”. Ma Gualtieri ricorda: “Lui può proporre, ma poi decide il Comune e credo sia inopportuno” “Il Municipio VI non ha deciso di intitolare un giardino ad Almirante. Ha solo proposto. Ma poi decide il Comune. E crediamo sarebbe inopportuno“. Così il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, a margine della visita alla libreria Le Torri di Tor Bella Monaca, rispondendo a chi gli chiedeva cosa ne pensasse della volontà del VI Municipio di intitolare un giardino a Giorgio Almirante. IL PRESIDENTE FRANCO TIRA DRITTO: “IL GIARDINO SI FARÀ” Il presidente del Municipio VI di Roma, Nicola Franco, tira dritto e non si cura delle polemiche arrivate dalle forze di centrosinistra della Capitale: “A Tor Bella Monaca ci sarà un giardino dedicato a Giorgio Almirante, parlamentare e segretario di uno dei partiti dell’arco costituzionale: il Movimento Sociale Italiano”. L’idea della maggioranza del Municipio VI di intitolare ad Almirante un’area verde del territorio, sancita oggi in un atto approvato dal parlamentino di Tor Bella Monaca, “nasce dalla delibera comunale che assegnerà ai municipi le aree verdi fino a 20mila metri quadrati. Noi vogliamo essere promotori di una pacificazione nazionale che azzeri le polemiche a cui la sinistra per decenni ci ha abituati. Partiamo da un personaggio storico, come Giorgio Almirante, che ha già moltissime vie intitolate in tutta Italia, tranne a Roma. Adesso, la sinistra capitolina grida allo scandalo per questa proposta di intitolargli un giardino. È un chiaro sintomo che l’Italia ha bisogno di una pacificazione nazionale, che faccia i conti con la propria storia e ricacci indietro i fantasmi del passato”. Almirante, insiste Franco, “sarà solo il primo grande personaggio della Destra italiana a cui dedicheremo un giardino, seguito da molti altri come Teodoro Buontempo. Non si strappi i capelli la sinistra, però: noi proponiamo di lanciare sul Municipio VI la Giornata della Pacificazione. In Spagna e in America la pacificazione nazionale c’è stata. In Italia, dopo 80 anni dalla caduta del fascismo, ancora è impossibile affrontare queste tematiche? La sinistra trovi il coraggio di abbracciare la nostra proposta e stiliamo insieme una lista di personaggi. Dato che gli stradari italiani sono già pieni dei personaggi della sinistra, propongo di dare memoria agli uomini e alle donne che hanno vissuto il territorio e contribuito a migliorarlo, come Pina Cocci o Pietro Paolo Giuliano. Allo stesso tempo è utile ricordare che il Municipio VI delle Torri è al lavoro per posizionare pietre d’inciampo della Memoria presso lo spazio antistante la sede”, ha aggiunto il minisindaco. “Noi siamo pronti già stasera a lavorare a una serie di nomi, in nome della pacificazione – ha assicurato Franco -. La sinistra avrà lo stesso coraggio che sta dimostrando la maggioranza del Municipio VI delle Torri? Attendo con ansia le proposte della sinistra romana e ne approfitto per ricordarle che in Italia esistono vie e parchi intitolati persino a dittatori, come Stalin o Tito: forse sarebbe il caso di scandalizzarsi per questi nomi, anziché per quello di Giorgio Almirante. La pacificazione nazionale può partire solo da destra e noi siamo pronti. La nostra proposta è stata lanciata: dedichiamo aree verdi a personaggi di ogni area politica, facendo pace con il passato. Mi appello anche alla saggezza del sindaco Gualtieri, affinché si faccia promotore assieme a me, partendo dal Municipio VI delle Torri e dalla città di Roma per avviare un percorso di pacificazione nazionale”, ha concluso. Dire Roma, Zevi:”Intitolare un parco ad Almirante sarebbe uno scempio” Intitolare un parco ad Almirante sarebbe uno scempio totale. Non si può onorare la persona come leader di un partito politico dimenticando il suo ruolo di caporedattore della Difesa della Razza. Sarebbe una scelta profondamente sbagliata. La Capitale, medaglia d’oro della Resistenza, è antifascista e non permette ambiguità”. Così l’assessore capitolino al Patrimonio Tobia Zevi in una nota. Santori (Lega): “Hotel Richmond, quattro stelle in pieno centro, simbolo dello spreco Capitale” “Solo nel centro storico di Roma si contano decine di locali ed edifici in abbandono, a partire dall’hotel Richmond, albergo di proprietà di Roma Capitale a quattro stelle e tre piani situato a largo Corrado Ricci, a un passo dai Fori Imperiali: chiuso. Gli stati generali del patrimonio tanto sbandierati sono lettera morta. Il processo di riapertura, recupero e rivalutazione degli immobili che appartengono all’amministrazione è fermo, con enorme spreco di denaro pubblico e occasione perduta di offrire servizi ai cittadini creando anche nuovi posti di lavoro”. Lo dichiara in una nota il consigliere della Lega in Campidoglio Fabrizio Santori, che ha constatato e documentato in un video la desolazione di finestre e portoni chiusi del prestigioso palazzo nel cuore della città storica. “Le promesse di recupero del patrimonio continuano, a partire dal nulla di fatto della giunta di Virginia Raggi, e molti dubbi assalgono anche oggi guardando l’immobilismo della nuova compagine di governo: nonostante il ritorno del turismo e i romani che ricominciano a condurre una vita normale, la Capitale continua a dondolarsi nelle illusioni e nello spreco: dal sindaco Gualtieri non arriva alcun segnale concreto, soprattutto in vista del Giubileo 2025”, prosegue Santori. “Stiamo preparando un’interrogazione al Primo cittadino e all’assessore competente per sapere quali e quanti sono gli immobili capitolini in stato di abbandono, e anche quelli chiusi che potrebbero essere riaperti subito. Roma non può perdere un’occasione eccezionale di rilancio e ripartenza a vantaggio dell’intera comunità. Chiediamo fatti, non le solite chiacchiere inutili e vuote”, la richiesta dell’esponente del Carroccio. Tor Bella Monaca, la libreria Le Torri salda il debito, ma ora serve un nuovo contratto d’affitto La libreria Le Torri è salva. Il debito di 30.000 euro è stato saldato grazie ad un crowfounding. Ma ora si apre una nuova partita: quella per il nuovo contratto che la proprietà ancora non ha concesso. Per questo, nel pomeriggio di oggi, per sensibilizzare tutti ad una soluzione, hanno visitato la libreria di Tor Bella Monaca, l’unica del quartiere, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, l’assessore al Patrimonio, Tobia Zevi e l’assessore al Decentramento, Andrea Catarci. “Siamo qui- ha spiegato Gualtieri- perchè questo luogo è fondamentale per rendere la città più ricca e più solidale. Quindi come amministrazione gli siamo vicini. Esprimiamo amicizia, solidarietà e sostegno a questa libreria e ad altri luoghi che come questo svolgono una funzione preziosa. Seguiremo quello che succede nel dialogo tra Laterza e la proprietà che è comunque privata e quindi da parte nostra c’è un dovere di cautela. Seguiremo con partecipazione questa discussione e se necessario capiremo in quali forme Roma Capitale potrà aiutare questo esercizio come questo come altri come questo”. “Auspichiamo una soluzione in loco, dove oggi si trova la libreria- ha aggiunto Catarci- Altrimenti faremo uno sforzo per un altro luogo. Si dovrà trovare un altro spazio per questa libreria, il quartiere non può perdere il luogo così”. “L’affetto delle persone ci ha aiutato a portare avanti questo progetto- ha spiegato la proprietaria, Alessandra Laterza- ora la nuova difficoltà è trovare un nuovo contratto di affitto. Ora il sindaco ci esprime solidarietà e questo ci aiuta molto”. Dire E ai Parioli c’è l’Istituto librario Baldini con testi per l’infanzia da tutto il mondo C’è un luogo nel cuore dei Parioli, a Roma, dove le studentesse e gli studenti delle università capitoline studiano, si incontrano, si conoscono. E a volte si innamorano. Arrivano la mattina presto per aggiudicarsi un posto, perché spesso la Sala lettura della Biblioteca Baldini diventa presto sold out. E non da oggi, perché questo istituto librario ha visto passare sui suoi banchi diverse generazioni. La lettura libera, la preparazione degli esami, la stesura della tesi. È così dal 1962, anno della sua fondazione come sede dell’Ente nazionale Biblioteche scolastiche e popolari, che tra i suoi presidenti annoverava anche Antonio Baldini, giornalista coltissimo già direttore della Quadriennale di Roma e redattore per la nota rivista letteraria Nuova Antologia. Baldini morì proprio nel 1962 e così si decise di dedicare la nuova Biblioteca a lui e alla sua opera. Intestazione rimasta anche quando l’Ente è stato soppresso e la Baldini, con la nascita del ministero dei Beni culturali, alla fine degli anni Settanta, è entrata a far parte delle Biblioteche pubbliche statali. “Ma è sempre rimasta una biblioteca di quartiere, frequentata molto da giovani, studenti universitari soprattutto. Una specie di luogo di ritrovo intellettuale dove si veniva sia a studiare con i libri propri, sia a studiare per gli esami universitari, trovandovi la bibliografia necessaria”, racconta all’agenzia Dire Umberto D’Angelo, direttore ad interim della Baldini. “La fama di questa Biblioteca è di un luogo di ritrovo, di conoscenza, di amicizie, di chiacchiere. Ma anche questa può essere una funzione utile e importante, una funzione sociale della biblioteca che viene rafforzata da questo luogo”, sorride il direttore. Oltre 140mila volumi moderni compongono il patrimonio librario della Baldini, insieme a 400 periodici, di cui 52 correnti. “La Biblioteca contiene anche dei Fondi di una certa importanza- spiega D’Angelo-, come il Fondo Paolo Monelli, un giornalista che aveva partecipato come alpino alla Prima guerra mondiale, ma era un uomo molto erudito ed era anche un appassionato fotografo”. Con i suoi circa undicimila volumi e seimila fotografie, dagli anni della Prima guerra mondiale fino agli anni Sessanta, quello di Paolo Monelli rappresenta uno dei Fondi più importanti della Biblioteca. “Sono volumi che riguardano la storia, la letteratura e tutti i suoi interessi”. Tra cui l’arte, perché Monelli era sposato con Palma Bucarelli, mitica direttrice della Galleria nazionale di Arte moderna dal 1942 al 1975. “Fu lei a coinvolgere Monelli nel mondo artistico italiano, contribuendo a completarne la figura di intellettuale. “Per questo il suo Fondo, posseduto dalla Biblioteca Baldini, è molto importante per avere una visione del XX secolo sia dal punto di vista del materiale librario, sia dal punto di vista del materiale documentario, ma anche di quello fotografico”. Dagli scatti in bianco e nero di Monelli ai coloratissimi e animatissimi libri della Bif, la Biblioteca internazionale del fanciullo. “È un Fondo che raccoglie circa cinquemila libri per bambini provenienti da 60 Paesi del mondo, una bellissima raccolta. È chiusa ed è consultabile- spiega il direttore- ed è veramente uno spaccato interessante di tutte quelle pubblicazioni per bambini e ragazzi che sono state fatte nei decenni passati in tantissimi Paesi”. In 40 lingue, il Fondo contiene le favole più amate dalle bambine e dai bambini, dal burattino più famoso di sempre, il nostro Pinocchio, all’universalmente temuto Barbablu. Colori, disegni e illustrazioni arricchiscono i volumi della raccolta in via di digitalizzazione. Sono infatti già oltre duemila i libri scansionati, appartenenti a 19 sezioni del Fondo provenienti da Italia, Bulgaria, Cecoslovacchia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Polonia, Spagna, Argentina, Bolivia, Canada, Cile, Colombia, Cuba, Messico, Perù, Stati Uniti, Australia e India. Rinnovata negli spazi e negli arredi, la Baldini continua ad alimentare le sue raccolte con nuove acquisizioni. Non solo riviste, periodici e volumi, in biblioteca arrivano anche nuovi fondi. “L’ultimo è quello dedicato a Massimo Bordin, un giornalista importante che è stato il direttore di Radio radicale fino al 2019, l’anno della sua morte”, ricorda D’Angelo. E proprio Radio radicale ha deciso di donare il fondo librario e documentale di Bordin, seguitissimo grazie anche alla sua rassegna stampa. “Si tratta di materiale molto importante che è stato consegnato alle due Biblioteche che potevano meglio rappresentare e conservare questa collezione: la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea e la Biblioteca Baldini. Il patrimonio di Massimo Bordin è un affresco, uno spaccato di tutta la storia italiana dagli anni Settanta a oggi della politica nazionale e internazionale. Sono libri e documenti che rappresentano insieme la vita, la cultura e lo spirito di questo giornalista importante e la nostra storia contemporanea. Per questo- così infine il direttore- si inquadra molto bene nel patrimonio complessivo di questa Biblioteca”. Roma, un nuovo Picasso esposto in Fondazione Alda Fendi a Palazzo Rhinoceros La Fondazione Alda Fendi – Esperimenti porta in mostra per la prima volta a Roma un altro dipinto di Pablo Picasso: “Le peintre et son modèle en plein air” del 1963, appartenente alla Collezione Intesa Sanpaolo e normalmente non visibile al pubblico. Un altro prestito importante dopo quello della Giovane donna cubista dell’Ermitage di San Pietroburgo, in mostra a Roma tra febbraio e maggio 2022, che tanto ha fatto parlare di sé e ora è tornato al museo in Russia in cui è custodito. La mostra “Picasso va, Picasso arriva” apre le porte il 10 giugno a Palazzo Rhinoceros e sarà visitabile fino al 16 ottobre con ingresso libero. Con questa staffetta ideale di dipinti di Picasso, Alda Fendi e Raffaele Curi (direttore artistico della fondazione) anticipano le celebrazioni del 2023, “anno picassiano” nel quale ricorrono i cinquant’anni dalla scomparsa dell’artista. Intorno al dipinto, un’avvolgente installazione multimediale conduce il pubblico nello sfaccettato universo creativo dell’artista. Rivendicato da un gruppo no-vax l’imbrattamento di alcuni mezzi di Poste Italiane “Nella notte romana del 31 maggio, i guerrieri V_V hanno colpito 14 su 15 veicoli di Poste Italiane con messaggi di verità censurata dal sistema nazi sanitario”. Con queste parole, il gruppo negazionista e no-vax “V_V (ViVi)” ha rivendicato in una nota l’imbrattamento di auto e furgoni delle Poste parcheggiati nella Capitale, sui quali hanno tracciato con la vernice spray il loro simbolo accompagnato da frasi del tipo “vax=morte” e “governo nazista”. Nel (delirante) comunicato accompagnato dalle foto dei mezzi imbrattati, le Poste sono accusate dal gruppo negazionista di essersi “criminalmente adeguate a delle leggi discriminatorie naziste”. Degrado, illegalità ed abusivismo, i controlli dei Carabinieri nel centro storico di Roma portano denunce e sanzioni Ii Carabinieri della Compagnia Roma Centro, con la collaborazione dei colleghi del Gruppo di Roma, hanno eseguito una serie di controlli nel centro storico al fine di prevenire ogni forma di illegalità e degrado e di garantire maggiore sicurezza ai tanti turisti presenti nella Capitale. Nella rete di controlli sono finite anche le aree maggiormente frequentate durante la movida notturna, comprese tra Campo de’ Fiori e il Rione Monti. Identificate 121 persone e controllati 20 esercizi commerciali. Ad esito delle attività due persone sono state denunciate a piede libero: un 27enne algerino, senza fissa dimora e con precedenti, per aver fornito false generalità nel corso di un normale controllo e un 44enne di Marino, già noto alle forze dell’ordine, per aver violato il provvedimento del divieto di ritorno nel Comune di Roma a cui era sottoposto. I Carabinieri hanno inoltre sanzionato un 19enne algerino, senza fissa dimora, trovato in possesso di un involucro contenente 2 g di hashish. Nella mattinata di ieri, invece, i Carabinieri della Stazione Roma Aventino, unitamente ai colleghi del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Roma, hanno eseguito verifiche all’interno del “Mercato Testaccio” sanzionando, per un totale di 3.000 euro, i gestori di tre attività commerciali per carenze igieniche. Borseggi: in poche ore 5 arresti dei Carabinieri nel centro storico della Capitale Nelle ultime 48 ore, i Carabinieri del Gruppo di Roma hanno eseguito una serie di controlli nel centro storico della Capitale, mirati a prevenire i reati predatori ai danni dei tanti turisti e delle numerose persone presenti durante il ponte festivo. In manette sono finite 5 persone mentre una sesta è stata denunciata a piede libero. In piazza San Lorenzo in Lucina, i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato due cittadini algerini, di 18 e 29 anni, entrambi senza fissa dimora e con precedenti, bloccati subito dopo aver asportato uno zaino, contenente 500 euro, 2 assegni e un tablet, ad un trasportatore, approfittando di un suo momento di distrazione mentre, lasciato lo zaino sul furgone, stava effettuando una consegna in un negozio nelle vicinanze. In via Frattina, gli stessi Carabinieri della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina hanno invece arrestato una coppia di cittadini romeni, entrambi 32enni senza fissa dimora e con precedenti, bloccati subito dopo aver sfilato, dall’interno di uno zaino, il portafoglio di una turista inglese 63enne, intenta a osservare le vetrine dei negozi lungo la via. I Carabinieri della Stazione Roma San Pietro, invece, sono intervenuti a bordo di un bus linea Atac 64 in via del Plebiscito dove un 68enne tunisino ha rubato il borsello ad una turista olandese di 24 anni. L’uomo è finito in manette. Tutti gli arresti sono stati convalidati ad esito del rito direttissimo. Un altro cittadino algerino, 39enne senza fissa dimora e con precedenti, è stato, infine, denunciato a piede libero dai Carabinieri della Stazione Roma Aventino per aver derubato un cliente di un fast food in via Giovanni Giolitti, portandogli via la borsa contenente un personal computer portatile e effetti personali.

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